UTMB 2021: IL SOGNO DAVANTI A TUTTO

Performance al top per le atlete La Sportiva Mimmi Kotka, Sophie Grant e Federica Zuccollo. Podio sfiorato per Andreas Reiterer.

UTMB 2021: IL SOGNO DAVANTI A TUTTO

Sua altezza il Monte Bianco, il gotha dell’ultrarunning mondiale, un’icona diventata leggenda. UTMB 2021: indomita, spettacolare, ineguagliabile. Ci sono sogni destinati a diventare fatica, lacrime di gioia, sudore. Sogni da correre tutti d’un fiato, sogni che ti devi andare a prendere mettendocela tutta. E poi c’è UTMB: il sogno per antonomasia. Quello che ti entra dentro la testa e resta lì, senza mai smettere di bussare. Una delle prime cento miglia in Europa, UTMB rappresenta ancora oggi una sfida inimitabile: il celebre tracciato intorno al cuore del massiccio del Bianco è di circa 171 km, con 10.000m D+, e passaggi a oltre 2.500m di altitudine, in semi-autosufficienza, e da correre in un tempo limite di 46:30 ore. Si parte da Chamonix, in tanti (quest’anno circa 2.300 concorrenti) mentre sono decisamente meno gli atleti che riescono a chiuderla.

Questa edizione sarà ricordata in particolare per le straordinarie performance delle donne, che hanno raggiunto il top: tra quelle presenti a UTMB ha brillato la svedese Mimmi Kotka, atleta La Sportiva, salita sul terzo gradino del podio: “È stata un’edizione davvero speciale, le donne erano molto forti e mi sono sentita onorata di avere l’opportunità di condividere la gara con atlete con un livello così alto. Prima di partire ho pensato che questo era assolutamente l’anno in cui essere presenti a UTMB e considerati i risultati finali avevo ragione. Per quanto riguarda la mia prestazione, all’inizio mi sentivo bene e sono riuscita a tenere un buon ritmo, ma poi purtroppo non ce l’ho fatta a mantenerlo per tutto il resto della gara. Ho avuto diversi problemi e non mi ritengo del tutto soddisfatta, ma so che c’è margine di miglioramento. Dall’altra parte avevo una buona energia e mi sono attenuta ai miei piani pre-gara, quindi in generale sono felice della mia performance”.

Al CCC, una delle 100km più competitive al mondo, con circa 6.100 metri di dislivello positivo, Andreas Reiterer, atleta La Sportiva, campione italiano di trail e al momento il più forte italiano su queste distanze, dopo un’eccellente stagione, è partito subito davanti, mantenendosi costantemente tra il terzo e il quinto posto, senza mai avere momenti di incertezza e spingendo bene fino all’arrivo, dove si è classificato in quarta posizione: “Per me è stata la prima volta a UTMB, ed ero ben consapevole che fosse la gara più importante dall’anno. Non ho mai visto così tante persone sul percorso a fare il tifo, è stata un’emozione incredibile. Dopo il 2020, un anno difficile a causa della pandemia, è stato fantastico correre una gara così importante. Venivo da un periodo molto positivo e sapevo di essere in forma: sono soddisfatto del mio risultato e so di poter dire di avere dato tutto. Sono super motivato per la prossima edizione 2022, voglio ritornare su questo tracciato e migliorarmi ancora. Quest’anno non sono andato così lontano dal podio: magari chissà, una volta potrei anche vincerla questa gara. Sarebbe davvero un sogno che si avvera”, ha confessato il fuoriclasse altoatesino.

Anche per quanto riguarda TDS, sfortunatamente segnata dal tragico avvenimento dell’atleta proveniente dalla Repubblica Ceca al quale va la nostra vicinanza, l’alto livello femminile ha contraddistinto questa gara molto tecnica e con tratti esposti: in particolare Sophie Grant, atleta La Sportiva, inglese di origine neozelandese, giunta all’arrivo in quinta posizione insieme all’avversaria francese Marie Dohin, coerente con i valori e lo spirito dell’ultra trail running, ha raccontato: “Il trail running sta esplodendo e per me uno degli aspetti più entusiasmanti è vedere molte ragazze forti correre distanze come il TDS e mettere a segno grandi traguardi: la mia speranza è che questo trend continui anche durante il prossimo anno. Sono assolutamente entusiasta del mio risultato: sono caduta lussandomi un dito, quindi riuscire a continuare a muovermi così come ho fatto è stato straordinario. Ho anche migliorato il mio tempo di due ore rispetto all'ultima edizione del TDS e sono molto felice di aver raggiunto questo obbiettivo. Marie Dohin mi ha raggiunto nell'ultima discesa e ho iniziato a correre con lei a Les Houches. Dopo aver trascorso gran parte della gara da sola, la sua presenza è stata davvero una gradita distrazione dal dolore, ed è stato quando l’ho incontrata che ho appreso della tragica perdita di uno dei corridori. Così abbiamo deciso di unire le forze per finire insieme piuttosto che lottare una contro l'altra: dopo quello che era successo ci sembrava la cosa giusta da fare”.

Dopo aver chiuso la sua prima UTMB (edizione 2018) in 24h:28' e 19° posizione, Roberto Mastrotto, atleta La Sportiva, a causa del Covid e di problemi di salute, ha dovuto attendere due anni per poter tornare a misurarsi sui sentieri che lo avevano rapito durante la sua prima 100 miglia: le aspettative erano grandi e la gara era stata a lungo sognata: “Ero cosciente delle mie possibilità e dei miei limiti e sapevo di poter ambire a chiudere il giro attorno alle 23 ore. Purtroppo le variabili sono sempre molte in una gara di questo tipo, e proprio sul più bello ha giocato un brutto scherzo il freddo, che mi ha bloccato lo stomaco. Da lì la mia gara è stata un tentativo di far passare la crisi fino a La Fouly, dove con amarezza ho dovuto fermarmi: non aveva più senso continuare con il motore spento e il sorriso svanito. Tornerò però sicuramente a correre attorno al Bianco il prossimo anno per chiudere quel che ho iniziato!”.

Federica Zuccollo, atleta La Sportiva, che veniva da una stagione un po’ sfortunata, ha corso invece un’ottima gara, chiudendo in decima posizione al CCC: “Questa è stata la mia prima partecipazione al CCC: è davvero qualcosa di unico, un’emozione incredibile e un privilegio correre incrociando tifosi che incitano proprio te! Riguardo la mia performance posso dire di essere soddisfatta. Era la mia prima gara su questa distanza e venendo da sei mesi di infortuni ho potuto preparare questo obbiettivo in un solo mese e mezzo. Era un’incognita, ne ero consapevole, ma la voglia di riscatto, la gioia di correre e di ascoltare il mio corpo erano troppo forti. All’arrivo a Chamonix non sapevo manifestare quel mix di emozioni, felicità immensa e stanchezza, che mi ha pervasa: dicevo a tutti che per un po’ non volevo sentir parlare di corsa, ma era solo la stanchezza che parlava. L’anno prossimo mi piacerebbe sicuramente tornare, sperando di abbassare il tempo”.

UTMB significa determinazione, impegno, forza mentale. C’è chi la corre tutta con il sorriso, chi con la voglia di raccontarla, chi non vede l’ora che finisca. “Spero che questa community rimanga sempre la stessa e che non cambi mai, è davvero speciale. Gli ultra trail runner sono persone appassionate, grintose e generose. È uno sport molto inclusivo, qualcosa che tocca esperienze naturali, primordiali, che concerne l’introspezione interiore. È una metafora della vita, che ti porta a crescere costantemente durante ogni gara”, sono le riflessioni di Mimmi Kotka.

Anche quest’anno UTMB si è confermato il più importante evento mondiale del panorama dell’ultra trail, l’appuntamento da non mancare, l’ambizione per eccellenza del jet set internazionale dei corridori. Una gara alla quale sarà sempre più difficile partecipare, considerando le nuove regole di accesso. L’unica certezza, comunque vada, è che UTMB non delude mai: forse per il suo tracciato mozzafiato, forse per l’atmosfera unica che si respira, forse per i mostri sacri dell’ultra trail hai quali si ha l’opportunità di stringere la mano, correrla significa sempre vivere un’avventura interiore, un’esperienza meditativa durante la quale ogni partecipante si spinge oltre i propri limiti fisici e mentali e quello che resta, alla fine, è sempre la voglia di riviverla, ancora e ancora.

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