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Guardando l'aurora boreale con Upendo Vibes e La Sportiva, si conclude la serie dei "Racconti del Nord"


Con un racconto bellissimo di luci ed emozioni si chiude il ciclo dei tre racconti del nord assieme a Jamie e Sandra di Upendo Vibes, che per questo ultimo capitolo ci portano sulle Isole Lofoten, in Norvegia, per salutare definitivamente l’inverno e prepararci finalmente all’estate!

Credo che tutti noi, una volta nella vita, dovremmo andare in Norvegia. Credetemi se vi dico che questo posto è magico, e non potrete andare via senza lasciarci un pezzetto di cuore.

Premetto, per noi che giriamo e viviamo su un Volkswagen T3 del 1990, è stata una manna dal cielo avere a che fare con le persone meravigliose che abitano in questi luoghi. Ci avevano allarmato, prima di partire : "fate attenzione a non rompere niente perché i prezzi sono proibitivi". Effettivamente i prezzi per noi comuni mortali sono decisamente irraggiungibili per qualsiasi cosa (una birra da mezzo litro al supermercato dai 5 ai 7 euro), ma a noi piace collaudare tutto. Così abbiamo "deciso di rompere" il van ben 3 volte, tutte in Norvegia. Abbiamo avuto la fortuna di scoprire fin da subito che il carattere schivo e riservato di queste persone nasconde un'innata voglia di aiutare il prossimo, senza chiedere niente in cambio. In tutti e tre i casi siamo stati soccorsi e aiutati da persone mai viste prima, che ci hanno consigliato, aiutato, supportato e in alcuni casi ospitato. Alcuni di loro adesso sono grandi amici che sentiamo regolarmente.

La Norvegia non è solo patria di belle persone, ma è lo scrigno magico di posti paradisiaci. A partire da sud fino all'estremo nord, non c'è momento in cui si possa fare a meno di restare a bocca aperta per lo stupore.

L'abbiamo percorsa tutta a partire da Oslo, che ci ha subito conquistati: città enorme, sul mare. A 2 minuti dal centro impianti sciistici: seggiovie, skilift e belle piste circondate da abeti, con vista mare, che ti osserva poco lontano in tutta la sua maestosità. Oslo "unisce" tre posti per noi importanti. La Spezia, da dove veniamo e siamo cresciuti, in quanto città di mare. Milano, dove viviamo quando non siamo "on the road", in quanto metropoli. E infine il Trentino, luogo dove abbiamo fatto svariate settimane bianche e dove io ho vissuto tutta la mia infanzia e adolescenza durante le vacanze estive e invernali. Oslo ci ricorda tutti e tre, ed è stato il primo impatto con questa nazione. Abbiamo poi proseguito lentamente verso nord, intralciati da qualche intoppo meccanico e circondati da laghi ghiacciati, mare a perdita d'occhio, montagne. Abbiamo camminato su lunghe spiagge ghiacciate, abbiamo ammirato i fiordi sia da terra che da mare prendendo una nave da Stavenger a Bergen. Abbiamo visto alci, renne, aquile e foche. Ci siamo avventurati in sentieri innevati e abbiamo provato l'ebrezza di camminare sopra laghi ghiacciati. Noi non lo abbiamo fatto, ma probabilmente vale la pena scoprire i territori circostanti con escursioni organizzate con le slitte trainate dai cani oppure noleggiando una moto slitta. La maggior parte dei norvegesi ne possiede almeno una e durante i fine settimana potrete trovarne a centinaia, nelle distese innevate lungo la strada, che trascorrono il loro tempo libero sfrecciando sulla neve fresca.

Il luogo che ci è rimasto nel cuore più di tutti in assoluto sono le Isole Lofoten. Raggiungibili con un traghetto da Bodø se volete cominciare ad esplorarle da sud, da Bognes se invece preferite iniziare dalla parte settentrionale. Noi abbiamo scelto di partire da nord e fare la tratta Bognes - Lødingen, percorrere le isole verso sud fino al paesino di Å i Lofoten, per poi ripercorrerle nuovamente verso nord per proseguire il nostro viaggio verso Nordkapp. Abbiamo pensato che facendo la stessa strada due volte non ci saremmo persi niente, nessun dettaglio e nessun panorama da cartolina, e così è stato.

Il nostro tour europeo è nato principalmente per vedere l'aurora boreale, le famose luci del nord, e queste isole sono molto conosciute per l'altissima probabilità di vedere questo fenomeno. Il periodo dell'aurora va da ottobre a marzo circa, quindi se vi interessa questo tipo di esperienza o l'avete inserita da sempre nella vostra "to do list", andateci in uno di questi mesi. Ci sono tante applicazioni che permettono di sapere dove sono i posti migliori per vedere l'aurora, la percentuale di possibilità di vederla e vari altri dati. La sera in cui siamo partiti da Bognes per Lødingen ci è arrivata una notifica dell'applicazione, dava buone probabilità di vederla quella sera stessa, anche se non molto potente. Eravamo entusiasti, l'avremmo vista dal traghetto! Nella nostra attesa al porto aspettando di salpare abbiamo visto qualcosa nel cielo, un bagliore appena percettibile a causa delle troppe luci della città. Abbiamo iniziato a correre per arrivare nel punto più lontano dall'inquinamento luminoso e siamo arrivati davanti a un pontile poco illuminato con un cartello di divieto d'accesso: senza neanche parlare ci siamo guardati, capiti, e abbiamo proseguito verso il punto più vicino al mare. E finalmente ecco che siamo riusciti a intravedere qualcosa di più: era simile a una nuvola dalla forma allungata, ma aveva riflessi verdi, e lentamente si muoveva. Siamo rimasti lì, senza parole, ad ammirare questa prima piccola aurora che lentamente sembrava crescere. Quand'è arrivato il momento di partire il traghetto era già arrivato e noi eravamo ancora sul pontile abbandonato, un'altra corsa per tornare indietro. Dalla nave non abbiamo potuto vedere di più, impossibile stare sul ponte: vento e ghiaccio ci impedivano di stare in piedi, siamo tornati dentro infreddoliti.

Le isole Lofoten sono famose per l'aurora, quindi non eravamo dispiaciuti perché avevamo molti altri giorni a disposizione. Il giorno dopo, seguendo i consigli dell'app abbiamo trovato una spiaggia, lontana da paesini e quindi da luci fastidiose, dove poter passare la notte. E se si pensa alla spiaggia, automaticamente il cervello visualizza la sabbia. Ovviamente era una distesa di neve, che in alcuni punti arrivava perfino alle ginocchia e rendeva difficile l'arrivo alla riva, ma poco male. Era meraviglioso.

La sera è arrivata presto, e dopo cena "l'allarme" aurora è scattato. È iniziata come la sera prima, con un timido bagliore colorato che si estendeva in cielo in lunghezza, come fosse un gigantesco arcobaleno monocolore. I minuti sono passati, abbiamo iniziato a scattare foto sul cavalletto, a prendere confidenza con quello che stavamo vedendo e senza rendercene conto è successo: un'esplosione di colori, varie totalità di verde, giallo, rosso o rosa, colori indecifrabili che hanno iniziato a danzare. Si muovevano sinuosamente, andavano a tempo con una musica inesistente ma sicuramente molto bella. Nel giro di mezz'ora il cielo sopra di noi era SOLO aurora. Non sapevamo dove guardare, dove puntare la camera. Per scattare occorrono tempi lunghi, e muta ad una velocità incontrollabile, come le nuvole, quindi scattata una foto eravamo subito pronti a girare il cavalletto per farne altre, diverse, più intense, più lunghe, più larghe, più colorate. È andata avanti così quella notte. 3 ore a stupirci, a piangere di gioia, a immortalare ricordi, a fissare il cielo inebetiti, a - 15 gradi. Quando lentamente tutto è svanito siamo tornati dentro al van, a un passo dal congelamento alle mani, ma assolutamente e completamente soddisfatti, e felici.

Grazie Norvegia, torneremo. Chissà cos'altro ci regalerai d'estate.. A presto.

 

ATTREZZATURA : I - 15 gradi ci sembravano cosa inaffrontabile quando pensavamo alla Norvegia, prima di partire. 3 ore in spiaggia a quella temperatura sono tante, ma avevamo entrambi la giacca in piuma d’oca Conquest Down e Frontier Down e siamo riusciti a mantenere costantemente la nostra temperatura corporea ottenendo così una serata indimenticabile. Indispensabili anche gli The Trango Tower boots, nostri inseparabili compagni di avventura durante tutto questo viaggio nordico. I nostri piedi sono rimasti tutta la sera all'asciutto e ben caldi.

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