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Upendo Vibes: a Kotor in Montenegro con i prodotti La Sportiva


Continua la risalita verso l’Italia di Upendo Vibes, che dopo lo stop in Grecia ci portano ora a conoscere le meraviglie del Montenegro, in compagnia del loro van e dell’attrezzatura tecnica La Sportiva.

Kotor - Montenegro

Dopo una decina di giorni passati in Grecia, abbiamo cominciato a risalire verso nord, dall'Albania, fino a Kotor (italianizzato Cattaro), cittadina del Montenegro situata sulla costa adriatica. Si tratta di un antico abitato circondato da imponenti mura, talmente ben conservato da essere incluso nella lista dei patrimoni dell'umanità protetti dall'Unesco. Si specchia nelle famose Bocche di Cattaro, una serie di profondi bacini riparati dal mare aperto, che costituiscono il più grande porto naturale del mar Adriatico e ricordano molto i fiordi norvegesi. A distanza di due mesi dalla nostra esperienza in Norvegia possiamo dire di esserci fatti un'idea di come potrebbe essere visitarla nel periodo estivo e, con rinnovata convinzione, ci siamo ripromessi di tornarci nei mesi più cladi.

Ciò che più colpisce di questo posto, a primo impatto, è il fatto che sembri essere una città di lago. Il mare, talmente nascosto dietro alle insenature, non presenta quasi alcuna corrente e l'acqua è completamente piatta la maggior parte del tempo. Inoltre, non si vede l'orizzonte, nascosto anch'esso dalle alte insenature. Una volta arrivati e girata la città vecchia (stupenda), abbiamo deciso che la nostra impresa giornaliera sarebbe stata il raggiungimento delle mura alte della città, una specie di fortezza che domina l'intero bacino dall'alto. La strada, o meglio gli scalini che partivano dal centro della città vecchia disegnavano un percorso stretto e ripido da seguire senza possibilità d’errore. Da subito abbiamo iniziato a contare gli scalini, come per gioco, facendo a turno per non perdere il conto.

Chiacchierando, contando, fermandoci di tanto in tanto a prendere fiato e a bere (un caldissimo sole di maggio non aiutava la nostra salita), siamo arrivati in cima nel momento migliore, mentre tutti iniziavano ad andare via. Kotor è una città molto turistica, affollata indipendentemente dal giorno della settimana per praticamente tre stagioni su quattro. Ci siamo goduti il panorama, il silenzio di quel luogo intervallato solo dalle navi da crociera che chiamavano a raccolta i passeggeri per la partenza, i versi dei gabbiani che sembravano ridere di noi vantandosi della propria vista dall'alto, certamente migliore della nostra, il chiacchiericcio delicato di chi come noi voleva godersi lo spettacolo. La città vecchia, i fiordi, le navi, le mura che si inerpicavano al di sotto di noi lungo la montagna, il sole riflesso sul mare, i gabbiani in volo.  Siamo stati lassù un paio d'ore, inebetiti dalla bellezza di questa città aspettando la luce che preferiamo, il tramonto. Con le luci calde della sera abbiamo scattato qualche fotografia per ricordarci del momento magico e della fatica che abbiamo fatto per raggiungerlo, che è stata decisamente ripagata, per un totale di 1330 scalini.

Attrezzatura:

in tessuto tecnico e leggero, i TX shorts, sono stati indispensabili nella salita consentendomi di procedere scalino dopo scalino senza costrizioni e in totale comodità. Una volta arrivati in cima alla fortezza invece, avere con me la Creek Jacket mi ha sicuramente risparmiato un raffreddore, considerato il vento forte che ci ha accolta e il calore accumulato nella salita. Tanto è leggera e compatta, quanto utile in mille occasioni.
Ultime ma non per importanza le scarpe da avvicinamento TX2leather, comode e leggere anche nella versione con tomaia in pelle. Pratiche per passare dalle camminate in centro alle scalinate infinite, sono state fondamentali nella discesa: grazie al grip incredibile del battistrada Vibram, non abbiamo mai avuto la sensazione di scivolare sugli scalini di roccia, resi consunti e scivolosi come sapone dal passaggio dei secoli e delle tante persone che ogni giorno li calcano.

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