ROLANDO LARCHER

ROLANDO LARCHER

DATA DI NASCITA: 01.09.1965
NAZIONALITÀ: ITALIA

Bio

"Viaggio per scalare o scalo per viaggiare?"

Pura passione che brucia dentro? No, molto di più. Dopo 38 anni di arrampicata non si può più parlare di passione. L'arrampicata è una parte di lui. Rolando Larcher, che dopo ottanta nuovi itinerari che hanno fatto la storia dell'arrampicata, conserva ancora l'entusiasmo di un bambino.
Talento, determinazione, idee chiare e uno stile rigoroso: questi sono gli ingredienti di un campione che continua a stupire, con le sue creazioni, e che è diventato un modello. Tra i capolavori di Rolando: "Mastro Geppetto va nel globo" (Le Tose 8b 7b obb Brenta, 1994), "Mai più così" (8a/8a+ 7b obb Madagascar, 1998), "Hotel Supramonte" (Punta Cocuttos 8b 7c obb Sardegna, 1999), "La vita che verrà" (Cima Ghez 7c+ 7b obb Brenta, 1999), "Larcher-Vigiani" (Punta Penia 8a 7b obb Marmolada, 2000), "La Svizzera" (8a+ 7b+ obb Wenden, 2006), "Osa, ma non troppo" (7b 7a obb A2+ Cota 2000 - Patagonia, 2007), "AlexAnna" (8a+ e 7a+ obb Marmolada, 2008), “Escalador Selvatico” (7c+ e 7b obb Acopan Tepui - Venezuela 2014), “Scacciadavoli” (8a+/8b e 7c obb Marmolada 2015), “Vuelo de Fortuna” (8a e 7b obb La Huasteca - Mexico 2019).

Intervista

1) Il compagno di cordata preferito?
E' un buon amico, con cui condivido la passione ed i sogni. Non posso fare un solo nome, perchè sono stato fortunato e di questi compagni “speciali” ne ho incontrati molti!
2) Le prime scarpette LaSportiva?
Le Mariacher nel 1984!
3) Il libro di arrampicata preferito?
Per i classici direi: “E' buio sul ghiacciaio” di Hermann Buhl.
Dei libri recenti senza dubbio “Dawn Wall”, del nostro Tommy Caldwel.
4) La montagna da vedere almeno una volta nella vita?
Tante montagne mi mancano, ma molte altre ho avuto la fortuna di vederle e scalarle! Purtroppo una sola vita non e sufficiente per riuscire a conoscere tutte le più belle...
5) Prendi parte a progetti culturali o di solidarietà?
Dopo la spedizione in Pakistan,  assieme hai miei compagni abbiamo fondato un'associazione per raccogliere i fondi  per la costruzione di uno studentato a Skardu, per dare la possibilità di studiare ad i ragazzi del villaggio di Hushe. Recentemente ho collaborato al crowdfunding “La falesia dimenticata”, progetto per acquistare e riqualificare una vecchia falesia storica del Trentino.
6) Cosa bolle in pentola?
Fisico permettendo, nell'aria c'è ancora tanta passione, desiderio di scoperta e voglia di faticare. Sogno di continuare a viaggiare, cercando nuove pareti dove poter aprire splendide vie, promuovendo la filosofia dell'alpinismo-sportivo ed il rispetto della pietra e della natura.

In primo piano

  • 1986 “Elephant Baby”, il mio primo 8a e il primo ad Arco
  • 1988 “Scirocco” 7c max 6c+ obb, la mia prima via multipitch di alpinismo sportivo, la 1° ad Arco e la 2° in Italia.
  • 1992 “L'arte di salire in alto”, il mio primo 8c ed il 1° di Arco.
  • 1998/1999 “Hotel Supramonte”, 8b max 7c obb, la mia top route multipitch, raro concentrato di estetica, difficoltà e qualità.
  • 2008 "El Gordo, el Flaco y l'Abuelito”, Torre Centrale del Paine 1200m 7a+ A3+

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