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Paraclimbing: i vantaggi del No-Edge


La tecnologia senza spigoli firmata La Sportiva incontra i membri del team GB Paraclimbing assieme al coach Robin O'Leary, per parlare dei vantaggi dati dal No-Edge.

Testo e immagini by: Robin O'Leary

Sono ormai dieci anni che pratico l’arrampicata, e 8 che indosso quasi esclusivamente scarpette La Sportiva. A partire dalle Katana alle Miura VS e alle Solution, per poi quattro anni fa imbattermi casualmente in un paio di La Sportiva Speedster: una vera e propria rivelazione. Appena tirate fuori dalla scatola ho provato un mio progetto su di un blocco outdoor, ed è subito stato amore. Era molto più sensibile di qualsiasi altro modello provato fino ad allora, e ho capito che avrei potuto fidarmi ciecamente della tenuta della scarpa su ogni appoggio, dato che erano molto più significativi i feedback ottenuti attraverso i miei sensi che non quelli sempre dati dalla precisione e dalla tenuta della scarpetta. Quello stesso giorno, il progetto boulder è stato chiuso al primo tentativo.

Da allora mi sono totalmente convertito alla tecnologia No-Edge, divenendone un convinto sostenitore. Mi piace alternare Speedster, Futura e Genius in base alle sensazioni che ho e al tipo di scalata, e di tutti apprezzo ugualmente anche la durata dei materiali, che nel mio caso, possono durare ben oltre un anno.

Se sei nuovo al concetto di tecnologia No-Edge o sei sempre stato un po’ riluttante a provarlo, l’unico consiglio che mi sento vivamente di dare, è quello di andare ad un test demo La Sportiva quando ti capita e provarlo, perché è senza dubbio un concetto che necessita di essere testato.
Essenzialmente, non avendo spigolo in punta il tuo piede si ritrova ad essere molto più vicino alla roccia / parete, garantendoti una maggiore sensibilità, fiducia in fase d’appoggio e, ovviamente, più superficie di contatto su qui “spalmare” le dita del piede. Altro grande punto di forza legato alla tecnologia è che, senza spigoli, si può anche essere leggermente meno precisi, quindi non c'è bisogno di troppe regolazioni ed è possibile accelerare i posizionamenti ritrovandosi ad avere più energia da spendere quando più necessario. Quest’ultima considerazione, è diventata estremamente interessante quando ci si confronta con l’attività dei paraclimbers.

Un anno fa, mi è stato chiesto di allenare il team inglese ParaClimbing, il che è stato un grande onore per me. Quello del ParaClimbing oltre ad essere un aspetto in rapida crescita del nostro sport, è anche fonte di grande ammirazione per ogni para-atleta, impressionante mix di duro lavoro e determinazione, ed ispirazioni per tutti noi.

Da allora, lavoro a stretto contatto con due atleti della nazionale che utilizzano solo scarpette No-Edge; Martin Heald e Mikey Cleverdon.

Martin Heald si trova nella categoria classificata come "Upper Leg Amputee" in quanto amputato dell’intero arto inferiore sinistro. Questo lo rende notevolmente più leggero rispetto alla maggior parte dei maschi adulti. Di conseguenza, una delle sue scarpette preferite sono le nuove Maverink. Anche se questo modello è in realtà rivolto ai climbers giovanili in fase di crescita perché incoraggia il naturale sviluppo del piede, essendo Martin un arrampicatore più leggero, questo prodotto funziona benissimo anche per lui.

Oltre a questo, sono sicuro che tutti voi possiate immaginare che, avendo una sola gamba a volte posizionare l’unico piede con la dovuta attenzione può risultare a volte molto difficile – in quanto richiede di scaricare tutto il tuo peso corporeo solo sulle braccia e sulle dita per molto più tempo.
Come ho già detto, la tecnologia No-Edge consente agli scalatori di essere leggermente più veloci con il loro posizionamento: grazie all’aumento della sensibilità in avampiede, una volta che la scarpetta tocca la roccia il climber saprà esattamente se l’appoggio può essere o meno affidabile, a differenza di molti altri modelli tradizionali, che talvolta costringono l'arrampicatore a diventare una ballerina di tip-tap prima di posizionare il piede, oppure decidere di spostarlo.

Le scarpette No-Edge di La Sportiva sono le mie compagne d’avventura oggi così come negli ultimi anni. – dice Martin - Non solo mi piace il loro aspetto, ma la tecnologia No-Edge mi aiuta davvero a sentire con precisione ogni singola presa. Avere solo una gamba impone che debba essere preciso con il posizionamento del piede, poiché una leggera scivolata potrebbe costare caro. Il No-Edge, tuttavia, grazie alla sua sensibilità fortemente aumentata rispetto ai modelli classici, riesce a darmi tutta la fiducia e la sicurezza di cui ho bisogno in fase di posizionamento.
Oltre ad essere incredibilmente utili e bellissime da un punto di vista del design, sono anche fra le scarpette da arrampicata più comode che io abbia mai indossato!
A volte, mi capita di dover stare più a lungo su una presa stando sulle punte. Avendo indossato altre scarpe e marchi in passato, sono fiducioso nel dire che le scarpette No-Edge mi permettono di essere leggermente meno accurato grazie alla maggiore area di contatto che si riesce ad avere grazie all’assenza di spigoli. Non esiterei a consigliarle ad altri paraclimbers e climber che cercano una maggiore sensibilità. Non vedo l'ora di indossarli per la Coppa del mondo in questa stagione
.”

Mikey Cleverdon, climber professionista di Devon classe 1984, ha subito un grave incidente nel 2011 che gli ha causato una paralisi sensoriale dell’emisfero destro del corpo, ma ha sorpreso i medici non solo tornando in forma, ma riuscendo a salire vie di grado V13 solo qualche anno dopo le molte operazioni!

Ora, a causa della mancanza di questa sensibilità, Mikey non può fare altro che affidarsi completamente alla sua vista e alla sua scarpetta. I modelli No-Edge sono state le sue scarpetta d’arrampicata per tutto fin da quando sono state rilasciate, permettendogli di guardare l’appoggio, posizionarvi il piede e quindi applicare la pressione dandogli tutta la sua fiducia. Massimizzare la superficie d’appoggio è la chiave per Mikey.

"Personalmente, ho trovato la tecnologia No-edge piuttosto rivoluzionaria nella mia arrampicata. - racconta Mikey - Mi rendo conto che aiuta a rendere più fluidi i movimenti, grazie alla maggiore sensibilità e alla possibilità di aumentare la superficie d’appoggio, sembra di “abbracciare” la roccia, e anche il grip sembra migliore.
Personalmente, credo che nessuna scarpetta da arrampicata possa essere assolutamente perfetta per tutti i tipi di arrampicata. Nella mia carriera ho provato tanti modelli tradizionali con spigolo, amandoli ognuno per le sue specifiche caratteristiche. Ora indosso regolarmente il modello Genius per l'arrampicata sportiva, ma fin dal momento in cui le Futura sono state rilasciate, si sono aggiudicate sicuramente il titolo di scarpe preferite e più usate, sia in plastica che su roccia, sia il suo bouldering, l'arrampicata sportiva o anche trad, insomma un po’ per tutto. Sono splendide su lastre e impressionanti su un terreno più ripido.”

“Non avere nessuna sensazione nella gamba o nel piede destro è sicuramente un problema quando si arrampica, specialmente quando ci si vuole spingere verso il proprio limite. – continua l’atleta inglese - Non c'è niente di peggio in una sessione che cadere al redpoint del proprio progetto semplicemente perché non sei stato abbastanza sicuro o deciso su di un piccolo appoggio, e magari fallire per via dello scivolamento del piede. Per me la tecnologia No-Edge aiuta veramente a limitare queste situazioni e ad avere più peso concentrato nella punta senza dover per forza sapere se il piede è perfettamente posizionato, lasciandomi mantenere l’attenzione sulla sequenza che sto svolgendo e sul trasferimento di energia da un movimento all'altro.
I risultati sono continuamente dimostrati dal continuo aumento di piacevoli giornate d’ arrampicata e continui nuovi traguardi"

Dalla lettura, probabilmente sarete in grado di capire che i climber non vedenti siano quelli che possono trarre maggior vantaggio dalla tecnologia No-Edge.
Si dice che quando si perde un senso, tutti gli altri sensi ne escono incredibilmente affinati. Parlando con John Churcher, nostro membro del team GB ParaClimbing, afferma che il suo udito, così come il tatto ed il gusto sono notevolmente migliorati da quando ha perso la vista. Mi ritrovo spesso a fare da guida per John, stando alla base della parete e spiegando dove deve andare per ogni presa. Ancora mi stupisco osservando quello che John può salire e quanto tempo può tenere e bloccare una presa.
Nelle loro competizioni, questi ragazzi devono salire gradi di 7b + / c. Immaginate di farlo senza vedere: È incredibile!
Come potete immaginare, per ovvie ragioni gli scalatori non vedenti mancano di precisione nel loro footwork e, dovendo fare affidamento sulla loro guida, spesso si ritrovano a raschiare i piedi verso il basso e verso l’alto sulla parete prima di trovare l’appiglio. Si affidano allo stesso modo della loro sensibilità, e spesso all’appoggio iniziale, una volta trovato. Ora, questo è il momento in cui il No-Edge si rivela essere un prezioso alleato. Il climber vanterà molto più feedback attraverso le sue scarpette rispetto a qualsiasi altra tecnologia classica presente oggi sul mercato. Con il No-Edge si è letteralmente più vicini alla presa, la scarpa ha più superficie di contatto grazie ai bordi arrotondati e quindi un arrampicatore che si basa sulla sensazione sarà immediatamente in grado di ottenere tutto ciò di cui ha bisogno fin dal primo appoggio.
Se avete mai provato ad arrampicare “alla cieca”, avrete potuto senza dubbio potuto apprezzare alcune delle difficoltà che incontrano i climber non vedenti, compresa la sensazione che solo in quel momento si ottiene attraverso i piedi.

About the Author:

Robin O'Leary, classe 1984, è un allenatore professionista inglese, attulamente impegnato a collaborare con molti dei climbers più apprezzati del Regno Unito e svariati giovani atleti.
Fondatore di ROCUP Holydays (rocup.co.uk) e il Youth Climbing Symposium (www.youthclimbingsymposium.com), da un anno a questa parte è allenatore e manager della squadra britannica di paraclimbing.


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