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Maverink: arriva la scarpetta no-edge dedicata ai più giovani


Non sono solo le ragazze a volersi divertire, ma anche e soprattutto i bambini. E se questo divertimento consiste nell’aver voglia di scalare… perché fermarli? La parola, all’ambassador La Sportiva Neil Gresham.

Nel corso degli anni, non ho dubbi sul fatto che le mie esperienze più gratificanti come allenatore siano state assistere un giovane scalatore fare un passo avanti, sia questo scoprire che l’arrampicata rappresenta una delle cose migliori nel loro mondo o vincere la prima competizione.
Non mi sorprende, perché l'arrampicata è sicuramente uno sport di grande impatto per i giovani: insegna loro come essere indipendenti e responsabili delle proprie azioni, apprezzare l'arte del movimento, guardare profondamente in sé stessi e avventurarsi oltre le proprie zone di comfort. Ad ogni modo, anche se tutti vogliamo incoraggiare i nostri giovani climber a vivere al massimo le proprie esperienze verticali, è anche vero che come allenatori o genitori c'è chiaramente un'ampia gamma di protocolli di sicurezza da considerare. I rischi di lesioni associati a metodi di allenamento ad alta intensità sono molti, basti pensare a quelli ampiamenti documentati in seguito ad uno scorretto utilizzo del campus board.

Tuttavia, un tema molto meno discusso ma di pari se non maggior importanza, è senza dubbio lo sviluppo del piede in fase di crescita. A questo punto, essere in grado di scegliere la tipologia più corretta di scarpette d’arrampicata è essenziale non solo per migliorare il piacere e le prestazioni, ma per garantire la salute a lungo termine e la possibilità di poter continuare a godere del piacere di questo bellissimo sport.

La maggior parte dei giovani inizia la propria carriera verticale in maniera molto simile a quella di qualsiasi adulto, approcciandosi alla parete indossando un paio di cosiddette scarpette da principiante. Queste sono generalmente larghe, relativamente piatte, con un intersuola solida per migliorare la stabilità ed una limitata tensione delle bordature anteriori in modo da minimizzare la compressione del piede. Ne sono un buon esempio scarpette come la Finale o la Tarantula di La Sportiva.

Un'alternativa valida, in caso i principianti in questione siano bambini, può essere una scarpetta sviluppata su misura per loro, come la nuovissima Gripit, un modello ampio, ovviamente no-edge, morbido e gentile nei confronti di un piede che deve “sentire” e sperimentare ancora tante cose come quello dei più piccoli, ma che comunque offre un livello di stabilità e prestazione minimo. Queste scarpette saranno ideali per muovere i primi passi sulla roccia divertendosi, ma i bambini imparano velocemente e molti avanzeranno con una velocità tale che un aggiornamento diverrà presto indispensabile.

Fermarsi a questo primo livello lasciando che il bambino continui ad esercitarsi con dei modelli da principiante, potrebbe comunque non rivelarsi la scelta migliore, in quanto andrebbe ad arrestare lo sviluppo del suo lavoro, incoraggiando potenzialmente delle cattive abitudini nel gesto tecnico, e forse anche essere causa di spiacevoli incidenti dovuti a cadute e scivolamenti.
È a questo punto, che per genitori ed allenatori nasce il dilemma.
Molti giovani potranno essere influenzati da amici, coetanei e dalle immagini passate loro dai media, orientando la propria scelta su scarpette performanti (anche con buone ragioni, visto che se il livello d’arrampicata è buono, è facile beneficiare dei loro vantaggi). Ma se un paio di scarpette aggressive e arcuate possono potenzialmente offrire grandi prestazioni e sensibilità, ci sono problemi cruciali quando si tratta della scelta della taglia. La questione qui è molto semplice: calzate troppo grandi perderanno in performance, calzate troppo piccole potrebbero essere causa di gravi rischi per lo sviluppo dei piedi del giovane climber.

La fisioterapista pionieristica Nina Leonfellner-Tappin, ha lavorato con centinaia di arrampicatori durante la sua carriera, e ha una chiara visione rispetto questo tipo di rischi:

La crescita delle articolazioni, l’inserzione dei tendini e le ossa sono zone estremamente fragili per i giovani, soprattutto durante la crescita e la pubertà. Costringere i piedi in piedi in scarpe strette, forzandoli a mantenere un angolo aggressivo che li spinge fino alla fine limite massimo della gamma di estensione articolatoria, può causare gravi problemi di compressione e rotture da sforzo ai piedi di un ragazzo in fase di crescita. Questo può portare a diverse condizioni, da semplici dolori prolungati nel tempo, fino all'osteoartrite. Esempi molto simili si vedono tutti i giorni anche in chi pratica danza classica ad alti livelli ".

Anche l'allenatore della squadra junior britannica Ian Dunn, grazie ai tanti anni di esperienza in questo settore, ci ha regalato alcune preziose considerazioni rispetto il delicato equilibrio tra prestazioni e sicurezza:

"Mi è capitato spesso di vedere giovani scalare con scarpette performanti come Solution o Genius, indossandole con calzini e una certa abbondanza di spazio in punta, non rendendosi effettivamente conto che entrambi questi fattori inibiscono fortemente le prestazioni, e che non rappresentano una vera soluzione al problema della troppa rigidità delle scarpette.
Bisogna essere franchi, e capire che un buon paio di scarpe costa meno di una lunga serie di sedute di fisioterapia per colpa di un tendine tirato o altri problemi causati dal piede che scivola dalla presa su cui è appoggiato. Quando si sceglie la propria scarpetta d’arrampicata, la cosa importante è scegliere una scarpetta della taglia corretta e che fasci naturalmente il piede senza costringerlo. Da non dimenticare, l’importanza di indossare scarpe da ginnastica comode oppure flip-flop nei periodi di pausa tra una salita e l’altra, in modo tale da far riposare il piede.

Storicamente, far capire e rispettare questo messaggio è sempre stata una sfida continua. I bambini semplicemente non sembrano voler mai togliersi le proprie adorate scarpette, (sfortunatamente spesso anche gli adulti non danno il buon esempio), anche se queste sono dotate nella maggior parte dei casi di una chiusura facile e veloce, e toglierle non richiede né tempo né sforzi.
Se consideriamo poi che le scarpette considerate più performanti sono anche le più costose, non c’è da stupirsi se la tendenza attuale è quella di ingannare le reali dimensioni del piede del giovane arrampicatore ed acquistare un prodotto qualche taglia più grande, in modo da farlo durare nel tempo.

Come allenatori, consci ed attenti quindi a tutti questi aspetti, abbiamo sempre saputo che incoraggiare i ragazzini ad indossare scarpe arcuate non era la soluzione, anche se finora sfortunatamente, si è dimostrata spesso essere l’unica.

Finora… perché a partire da quest’anno La Sportiva è riuscita a cogliere questa importante necessità introducendo nella propria collezione Maverink, scarpetta no-edge dedicata ai più giovani che finalmente si pone come risposta a questo importante dibattito!
Come per tutti i migliori successi nel mondo del design, la soluzione ora sembra ovvia e semplice, anche se per sbloccarla è servita la visione lungimirante e come sempre azzeccata dell’intero team di ricerca e sviluppo La Sportiva.
Una scarpetta arcuata e progettata per un adulto ha tantissima tensione nei tiranti, e molti dei materiali impiegati sono troppo rigidi, pensati per reggere carichi di peso elevati, causando una pressione indesiderata e totalmente inutile sul piede leggero e delicato di un ragazzo in fase di crescita. La risposta arrivata dalla casa di Ziano di Fiemme, è stata quella di ridurre la tensione dei tiranti e di creare una scarpetta con una sensazione complessiva più morbida e più dolce, ma che ha ancora l'aspetto, la forma e le caratteristiche di una scarpa da performance versione “ridotta”, capace di garantire precisione e sensibilità grazie all’applicazione della tecnologia No-Edge .

Chiaramente, anche molte climber leggere e con una pianta del piede stretta, potranno beneficiare di questi grandi vantaggi. Per quanto mi riguarda, è un sollievo sapere che finalmente possiamo avere a disposizione una scarpa che entrambi, genitori ed allenatori, possono raccomandare con fiducia a figli ed allievi.

Prestazione, comfort e sicurezza possono tranquillamente dirsi in salvo, ma non è finita qui. Anche la creatività e la fantasia dei giovani arrampicatori, così come i loro sogni, non devono essere frenati. Per questo, all’interno della confezione delle vostre Maverink, potrete trovare due simpatici pennarelli, per personalizzare e rendere ancor più speciali queste scarpette. Cos’altro potrebbe servire ad un giovane scalatore?

About the Author:

Neil Gresham


oltre ad essere ambassador La Sportiva da più di vent'anni, Neil è considerato uno degli arrampicatori più conosciuti della Gran Bretagna. Ugualmente a proprio agio sia su roccia che su ghiaccio, è uno dei pochi climber al mondo ad aver scalato il magico grado E10 7a, con la seconda salita di Equilibrium, sulla gritstone Burbage South (GB). Il suo entusiasmo per l'arrampicata tra Deep Water Soloing e l'arrampicata sportiva lo hanno portato in a viaggiare un o' tutto il mondo, tra Svezia, Brasile, Mongolia, Cuba, Vietnam, Cina e Colombia in cerca di nuove linee verticali. Neil è considerato anche l'allenatore di arrampicata più esperto del Regno Unito, ed uno dei suoi più influenti conoscitori. Collabora con la rivista Climber magazine e Rock & Ice per quanto rguarda la parte training.

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