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Alla scoperta dell'Europa con Upendo Vibes e La Sportiva: prima tappa, Schwarzwald, Germania


Un furgone, due giovani avventurieri e tre racconti "del Nord": questi sono i numeri della collaborazione targata Upendo Vibes e La Sportiva, che assieme vi portano alla scoperta di alcuni incredibili angoli d'Europa, rivelando alcuni trucchi per viaggiare sempre leggeri e intelligenti rimanendo comodi e protetti .

A inizio febbraio siamo partiti per la più grande avventura della nostra vita. Io e Jamie, il mio ragazzo, siamo riusciti a realizzare un sogno che stavamo progettando da più di un anno: partire con un van e girare tutta l'Europa. Ad agosto 2017 abbiamo trovato il van perfetto, un Volkswagen T3, lo abbiamo sistemato e trasformato come più ci piaceva, a novembre abbiamo trovato invece il prezioso supporto di La Sportiva, che grazie ai alle sue calzature e capi tecnici, ci ha permesso di viaggiare leggeri, protetti e con il minimo ingombro per la massima resa. Poi a febbraio 2018 siamo partiti.

Siamo in viaggio da più di due mesi e abbiamo percorso circa 8300 km. Abbiamo attraversato Francia, Lussemburgo, Belgio, Olanda, Germania, Danimarca, Svezia e Norvegia.
Da qui parte la nostra prima serie di tre racconti “del Nord”, che si aprono con la Foresta Nera tedesca e si concludono con l’aurora boreale nelle isole Lofoten, passando per le incredibili dune di sabbia che abbiamo trovato in Danimarca.
Ma partiamo con ordine…

Se vi capita di visitare il sud-ovest della Germania, non potete perdervi la Foresta Nera (Schwarzwald), nella regione di Baden-Württemberg. Si estende, da nord a sud, per circa 150 km sul confine con la Francia, rientrando a far parte di due parchi naturali: quello della Foresta Nera centro-nord e quello della Foresta Nera sud. Il suo nome, che ben gli si addice, è dovuto alla fitta macchia di abeti che si estende lungo tutto il suo territorio.

Ci attiravano i racconti di questa famosa foresta, misteriosa e fiabesca al tempo stesso, ricca di boschi ma anche di colline, vallate, pascoli, cascate e laghi. Il primo bosco che abbiamo esplorato è stato incredibile: camminavamo nella neve alta e non riuscivamo a smettere di guardare in alto, verso la cima di questi alberi infiniti che sembravano volerci dire di fare silenzio. Non seguivamo un sentiero, abbiamo deciso di perderci tra quei rami, in mezzo ai raggi di sole che filtravano e a quel profumo di alberi inconfondibile e tipico di quando è freddo.

Abbiamo camminato così per tre ore, ogni tanto con la neve che arrivava al ginocchio e senza accorgercene siamo arrivati alle cascate di Triberg. Tra le più alte della Germania con i loro 163 metri, le cascate di Triberg sono hanno la particolarità di svilupparsi su ben 7 livelli su roccia granitica. Ci sono vari tipi di sentieri e percorsi per arrivare alla parte più alta delle cascate, purtroppo però sono aperti soltanto da aprile ad ottobre ed essendo febbraio ci siamo dovuti accontentare delle più basse, comunque decisamente imponenti e pittoresche.

Scendendo giù dal percorso delle cascate ci siamo ritrovati nell’omonima cittadina di Triberg, un borgo di 5.000 abitanti, molto caratteristico e famoso per gli orologi a cucù, che tra l’atro rappresenta uno dei simboli della Foresta Nera. Altro simbolo della Foresta sono sicuramente le fiabe, in quanto i più importanti e conosciuti racconti tedeschi sono ambientate in questi boschi, talvolta rifugio ma spesso pericolo per i suoi protagonisti.
Scegliendo una stagione più appropriata, è giusto sapere che nella Foresta Nera si trovano ben 22.000 km di sentieri attrezzati, così dopo averne vissuto la silenziosa magia invernale, l'abbiamo inserita nella lista dei luoghi che torneremo a visitare in estate.

Torneremo presto, bella foresta.

Attrezzatura: Trango Tower GTX and Zenit Pant. Anche quando affondavamo nella neve fino alle ginocchia i nostri piedi sono rimasti completamente asciutti e al caldo, così come le gambe, protette dai pantaloni in tessuto stretch e idrorepellente. Scendendo per il ripido sentiero che delle cascate conduce in paese, il timore di scivolare sul ghiaccio che lo ricopriva era grande, in quanto sprovvisti di ramponi o altro. Devo dire che anche senza siamo riusciti a rimanere in piedi grazie allo straordinario grip dei nostri Trango. Assolutamente e decisamente gli scarponi più comodi che abbia mai avuto.

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