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Corsa in montagna: qual è la calzatura più adatta alle nostre esigenze ce lo spiega Nicola Giovanelli


Con la stagione del trail running alle porte, l’atleta del Team La Sportiva e docente universitario Nicola Giovanelli ci guida nella ricerca del modello perfetto per le nostre uscite off road, svelandoci i segreti per non sbagliare sulla scelta della calzatura.

Nel trail-running e nello sky-running, più che in altre discipline, la scelta della calzatura è fondamentale. Sul mercato si trovano diverse tipologie di calzature, con diverso drop, diverse tomaie, diverso volume, diversi tipi di intersuola…  Ma qual’è quella più adatta alle nostre esigenze?

Bisogna innanzitutto partire dal tipo di gara al quale stiamo pensando. Iniziamo dal semplice:
Vertical km (o gare di sola salita). In questo caso la leggerezza è tutto. Non ci serve una scarpa particolarmente protettiva, ma deve essere una scarpa comoda, reattiva e che ci permetta di diminuire al minimo il dispendio energetico. Ricordiamo che più pesa una calzatura più alta è la spesa energetica, circa 1-2% in più ogni 100 g di peso. Tradotto in secondi, su un vertical di 30’ per un top runner, la differenza è di circa 30’’, un’eternità se pensiamo al livello attuale!
Per un buon atleta, che fa il vertical in 45’, la differenza può essere addirittura di quasi 1’. Una scarpa come la VK
nuova nata a questo fine in casa La sportiva e sviluppata assieme al campione Urban Zemmer, permette di ottimizzare la prestazione, senza tralasciare il comfort.

Il secondo caso è quello di un atleta alla ricerca della perfetta scarpa per correre una skyrace (distanza 20-25 km e terreno tecnico). In questo caso la scelta sarà orientata verso una calzatura abbastanza leggera e reattiva, ma che presenti alcune protezioni sulla punta e sui lati della tomaia. Inoltre deve essere una scarpa “precisa”, con un’ottima tenuta in discesa, visti i ritmi piuttosto alti che vengono mantenuti. Ideale per chi ha un volume del piede piuttosto ampio potrebbe essere la nuova Lycan, disponibile per essere testata durante questa prima edizione di Run-In-Shop Tour, mentre per i runner con un volume del piede più ridotto, Mutant è sicuramente un prodotto che negli anni si è trasformato in una delle certezze per la categoria.

Nel caso infine di atleti che puntano alle distanze più lunghe, la cosa fondamentale è avere una scarpa comoda (tralasciando altri aspetti che possono essere importanti su distanze brevi). Immaginate di dover tenere ai piedi una scarpa per 10-15 ore o anche più. Se è troppo stretta e avvolgente c’è rischio di avere dolori ai piedi dopo qualche ora, se la suola è troppo rigida si potrebbero avere problemi e dolori sulla pianta del piede. È quindi importante indossare una scarpa morbida e comoda. Questi atleti possono optare per la nuova Unika, primo modello da running La sportiva totalmente Made in Europe dal design molto particolare e con intersuola innovativo che permette l’assorbimento degli impatti e allo stesso tempo un ritorno di energia elastica molto elevato. Alternativa a Unika, è Akasha, per quegli atleti con un volume del piede ampio che amano anche un drop limitato (6 mm).

Spendiamo dunque due parole sul drop. Cos’è meglio? Alto, basso, zero? Partiamo dal presupposto che non c’è un meglio o un peggio ma che ogni atleta dovrebbe trovare quello a lui più adatto. L’ideale è sempre alternare le calzature in modo da utilizzare per qualche giorno una scarpa di un tipo e successivamente una scarpa un po’ diversa (in termini di drop, ammortizzazione…). Ci sono però alcuni casi in cui è consigliabile un drop basso (4-6 mm, come quello di Helios 2.0, Lycan, Akasha). Nel caso di atleti “a rischio distorsioni” è meglio utilizzare una scarpa bassa con drop basso (Helios, Bushido o Lycan). Mentre in atleti che soffrono di dolori tendinei al tendine d’Achille sarebbe più utile usare una scarpa con un drop alto, in modo da non stirare eccessivamente questo distretto. In questo caso la scarpa più adatta potrebbe essere Mutant, oppure Akyra o Unika.

In conclusione, la scelta della scarpa deve dipendere dagli obiettivi che si hanno, dalla morfologia del piede e da eventuali ulteriori caratteristiche dell’atleta (peso, tipo di corsa…). La cosa fondamentale sarebbe quella di avere almeno due paia di scarpe piuttosto diverse tra loro da alternare nelle nostre uscite in montagna, al fine di limitare il rischio infortuni e divertirci sempre mentre corriamo in mezzo alla natura!

 

About the author: Classe 1985, Nicola Giovanelli è oggi dottore di ricerca in fisiologia e biomeccanica dell’esercizio fisico e docente presso la facoltà di Scienze Motorie all’università di Udine, nonché atleta del Team Mountain Running La Sportiva e preparatore atletico specializzato nella corsa in montagna. Dopo essersi avvicinato al mondo dello skyrunning a diciott’anni, negli ultimi anni si è dedicato maggiormente all’ambiente trail ed endurance, vantando successi in competizioni di prestigio come Camignada Poi Sie Refuge, Troi dei Cimbri e Trail degli Eroi.
FB: @
nicgiovanelli
IG: @nicgiovanelli

Potete trovare Nicola alle prossime tappe del Run – In – Shop Tour, dove sarà possibile approfondire assieme a lui questa interessante tematica.
MERCOLEDI’      11 apr SPORT3K – BOLOGNA
GIOVEDI’            12 apr MARATONANDO – VIAREGGIO
VENERDI             13 apr VERTIGINI – TERNI
SABATO               14 apr MATIS – FROSINONE

 

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