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Ripetendo “A line above the Sky”, l’atleta La sportiva Angelika Rainer è diventata la prima donna al mondo a salire una via di D15


La Sportiva incontra Angelika Rainer per una chiacchierata rispetto il suo ultimo grande successo: ripetendo “A line above the Sky”, la climber altoatesina è diventata la prima donna al mondo a salire una via di D15, eguagliando la massima difficoltà raggiunta in questa disciplina anche dai colleghi maschi

Tomorrow's World è la falesia su cui sorge A line above the Sky: come la descriveresti?
La via ‘ A line above the sky’ si trova nella falesia di drytooling Tomorrow’s World, situata a Malga Ciapela in Dolomiti. La falesia è stata attrezzata dall’alpinista inglese Tom Ballard, che ha fatto anche tutte le prime salite delle vie. Si tratta di una grande grotta e la via A line above the sky ne attraversa tutto il tetto, con 40 metri di arrampicata orizzontale. Si può dire che si tratta attualmente del posto di Drytooling con più vie dure al mondo, avendo ben 8 vie tra il D13 ed il D15.

Quale è il passaggio chiave/la sezione più difficile?
Non esiste un vero chiave, ma ci sono 5 movimenti molto lunghi, distribuiti su tutta la via. Essendo sempre in strapiombo e quindi non avendo mai un buon riposo, diventa molto difficile mantenere forza e tensione del corpo fino alla fine, per affrontare l’ultimo movimento lungo, che si trova al penultimo rinvio di un totale di ben 27 rinvii.

Quanto ti sei allenata per questo progetto?
Quando ho provato la via per la prima volta a febbraio del 2016, sono riuscita a fare a malapena questi movimenti lunghi che per me, che ho un’apertura delle braccia molto ridotta, erano veramente al limite rispetto agli uomini che la provavano. Questo inverno mi sono allenata molto su movimenti lunghi, visto che ormai vengono richiesti anche per le donne in Coppa del Mondo. Tornando questo febbraio a Tomorrow’s World ho subito sentito che questo allenamento stava dando i suoi frutti.

Conosci Tom Ballard: ti ha dato consigli su come affrontare la via?
È stato Tom Ballard ad invitarmi a Tomorrow’s World per provare le sue vie, cosa che ho fatto con piacere, anche perché ero felice di avere finalmente dei progetti così duri vicino a casa, dopo aver fatto qualche viaggio nel lontano Canada e Colorado per confrontarmi con le vie più difficili di misto negli ultimi anni. Tom non mi ha dato dei veri consigli, anche perché i nostri stili di scalata sono molto diversi, ma mi ha sempre incoraggiata ed ha sempre creduto in me, come anche il mio compagno Marco, che mi ha aiutato negli allenamenti specifici.

Credi sia possibile scalare un grado superiore al D15?
Penso che sia possibile fare dei movimenti ancora più difficili, magari su prese più delicate. Spesso si tende a chiodare vie con movimenti lunghi perché si pensa che solo li sia la difficoltà, ma non è così, questa disciplina diventa sempre più tecnica, e sono quelli i movimenti che possono elevare il grado di una via: parlo di rovesci aperti o movimenti laterali molto insidiosi, dove non serve solo la resistenza, ma serve più capire come affrontare i passaggi, serve la tensione del corpo, ed attrezzatura sempre più preparate al meglio. 

Drytooling o ice climbing?
Mi piacciono entrambe, come mi piace anche scalare su roccia in primavera ed estate. Non riuscirei a scegliere tra le diverse discipline, perché sono loro a rendere il mio anno più vario, a tenere alta la mia motivazione alta, e a regalarmi sempre nuovi progetti, diversi tra di loro. Scalare su ghiaccio è un privilegio per poche settimane; fare drytooling mi dà un’adrenalina pazzesca; scalare su roccia, è il mio primo amore, che non lascerò mai. Così facendo posso pensare di scalare ovunque nel mondo!

“Riuscire a diventare la più forte atleta al mondo di dry tooling” ormai non è più un sogno. Pensi sia possibile superare in grado di difficoltà anche gli uomini?
Essendo più piccola e con un’apertura delle braccia molto inferiore agli uomini, per me molti movimenti sono tanto più duri che per gli uomini. Sono quindi molto felice, che con questa mia salita sono entrata nel ristretto cerchio di persone che hanno raggiunto questo grado di Drytooling. Cercherò sempre di migliorare, cercando il confronto soprattutto con me stessa, più che con uomini e donne.

Quanto conta l'uso dei piedi in una via così?
L’uso dei piedi è fondamentale. Anche se sulla via ho usato molti ‘Yaniri’ o ‘Figure4’ per fare i movimenti, è indispensabile appoggiare i piedi in modo da riuscire a sghisare. E non tutti i movimenti sono più facili con le yaniro. Io ho fatto 3 dei movimenti chiave con Yaniro e 2 movimenti chiave spingendo tanto con i piedi. Ritengo che non ci sia uno stile di drytooling che prevalga su un altro, ma tutti sono indispensabili per scalare su questi gradi.

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