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Arrampicata: Korra Pesce e Martin Elias ripetono Rolling Stones (1200 mt M8 6a)


Grazie all'alta pressione degli ultimi giorni Korra Pesce è riuscito a scalare un suo vecchio sogno sulla parete Nord delle Jorasses

L'anticiclone di questo mese di Aprile mi ha permesso di realizzare un vecchio sogno, quello di scalare la leggendaria Rolling Stones sulla Nord delle Jorasses la mia parete preferita. Assieme al mio amico Martin Elias abbiamo puntato sulla velocità ed abbiamo preparato i nostri zaini pronti a vivere un bel combattimento contro le difficoltà della via. L'anno scorso Luka Lindic e Luka Krajnc hanno effettuato il percorso in libera dell'itinerario e non vedevo l'ora di misurarmi con i tiri di questa via. Siamo partiti dall Aig.du Midi con la prima funivia e dopo una pausa al Rifugio Requin risaliamo con le pelli verso la imponente Nord. Verso l'una del pomeriggio non dopo poche complicazioni dovute ai moti crepacci possiamo finalmente iniziare ad arrampicare. Risaliamo una ripida goulotte con passaggi verticali in neve e misto, in seguito raggiungiamo la parete verticale e compatta dove la via di Cassin a fianco alla nostra, taglia a destra. Mano a mano che saliamo le difficoltà aumentano e la bellezza della via ci stupisce. Ci resta solo da trovare un posto per il bivacco il che data la pendenza della parete non é semplice. Tagliamo una cengia nel ghiaccio e dopo tanto lavoro ci godiamo un po di cibo e ci prepariamo a passare una notte scomoda. Il mattino seguente delle sgradevoli colate di neve ci indicano che il vento soffia sulle creste, partiamo solo dopo esserci riscaldati con il poco sole che tocca la parete. Una lunga traversata in placca e diversi tiri ci conducono ai piedi della parete superiore che contiene i pericolosi e difficili tiri che permettono di raggiungere le rampe superiori. Nonostante la stanchezza dovuta al freddo e le colate di neve polverosa ci ritroviamo su una cengia abbastanza buona. Qui decidiamo di fare il nostro secondo bivacco. Il vento soffia tutta la notte ed il giorno seguente peniamo a scaldarci per attaccare i tiri che strapiombano al di sopra della cengia, questi hanno un che di inquietante. Diversi ripetitori ci hanno parlato di roccia di dubbia tenuta e difficoltà a proteggersi. Motivato a salirli in libera arrampico convinto e sicuro anche grazie ai miei fidati scarponi La Sportiva Batura 2.0 GTX e poco a poco raggiungiamo molto contenti la rampa superiore. La riuscita in libera di questi tiri mi ha regalato delle emozioni indimenticabili. Da qui in poi la via raggiunge in qualche tiro l'itinerario di Cassin verso i camini Rossi. Martin passa davanti e verso le 18 usciamo in vetta molto felici anche perché convinti di raggiungere il rifugio Boccalatte e non dover bivaccare una terza volta. Un 'altra via da sogno su questa iconica parete si conclude nel migliore dei modi. Korra Pesce