IL FASCINO DEL MARE DEL NORD
I treks lungo la costa nord-ovest dell'Islanda mostrano un volto dell'isola caratterizzato da un bizzarro (per
noi mediterannei) connubio di ghiaccio e mare.
I sentieri si estendono per quasi tutta la costa ed alcuni possono essere percorsi anche da fuoristrada (che comunque
passano raramente) mentre altri sono appena accennati. È difficile però raggiungerli, soprattutto
per chi va a piedi, in quanto l'intera zona è poco servita dai pulmann e bisogna inoltre considerare i moltissimi
fiordi che allungano notavolmente i percorsi. Va inoltre tenuto a mente che di centri abitati ve ne sono pochissimi
e di conseguenza bisogna essere autosufficienti. Il trek proposto è comunque tra quelli del nord-ovest tra
i più brevi e semplici (6/7 giorni) e non viene dettagliato in modo da poter essere personalizzato in base
alle proprie possibilità.
Lungo la costa il percorso risulta essere non solo agevole, in quanto formato da una sterrato che collega poche
fattorie, ma anche vario per i diversi fiordi che costeggia. Seguendo i percorsi costieri ci si trova sempre ad
avere da un lato le tipiche colline islandesi, dalle cime appiattite, spesso innevate, con i ripidi pendii segnati
da cascate più o meno spettacolari, e dall'altro il mare nordico, con le sue spiagge ghiaiose cosparse di
tronchi che la corrente ha portato dalle coste nordeuropee. Invece, lungo il Trékyllisheiði il trek
si complica lievemente per via della zona collinare da attraversare seguendo un sentiero a tratti poco segnato:
questo però dopo il guado del fiume...
Si parte da Hólmavík, un piccolo paese di pescatori (raggiungibile anche con i pulmann), in direzione
Nord e si segue la strada che costeggia il fiordo Selströnd per circa 15 Km. Non disperate se, su questa strada,
che conduce a Reykjanes, non passa nessuno: è così praticamente per tutto l'anno. Al bivio si svolta
a sx (nord-ovest) lungo uno sterrato che, tagliato un piccolo istmo, giunge fino a Bjarnarfjörður, passando
per alcune fattorie, nonchè per un rifugio-campeggio fornito di sorgente naturale di acqua calda. Raggiunto
il mare il trek prosegue verso nord lungo la costa fino al fiordo Veiðileysufjörður, dove consigliamo
di lasciare la strada principale e percorrere la costa lungo le pendici del monte Fýlsdalsfjall ed il frastagliato
Reykjarfjarðarkambur, per spuntare nel fiordo Reykjarfjörður.
Giunti alla strada, nei pressi di antiche resta sulla spiaggia, lasciamo la costa e saliamo in quota verso un paesaggio
che ricorda le nostre alpi.
Il Trékyllisheiði è una regione montuosa, attraversata dall'omonima pista, di rara bellezza,
se da un lato si intravedono i fiordi tra il mare, dall'altra si vedono le trane cime erose e ghiacciate disseminate
irregolarmente tutto intorno.
Le difficoltà qui, a causa del difficile orientamento, sono superiori, ma la bellezza del paesaggio compensa
questi disagi.
La segnaletica è costituita da omini di pietra non facilmente individuabili, per cui con l'aiuto della bussola
saliamo verso l'aspro gruppo montuoso di Pottfjall. Nel salire facciamo attenzione che il gruppo resti alla nostra
sinistra. Tra un guado e l'altro ci voltiamo ed alle nostre spalle appare la limpidezza di un cielo azzurro che
fa da sfondo a questo armonico verde fiordo. È già il tramonto e le giornate cominciano ad essere
più brevi. Dal punto più alto, tra nevai e ghiacciai si scende seguendo gli omini, verso la valle
che conduce al corso d'acqua che raccoglie tutte le nevi della zona. Con cautela guadiamo il fiume facendo attenzione
che la corrente non ci porti via. Altra alternativa consiste nel passare su uno dei numerosi ponti di ghiaccio
che si formano tra una sponda e l'altra.
Dal fondo valle gli omini non sono più identificabili, e, risalendo dalla valle conviene senz'altro seguire
la palificata elettrica verso SSO. Si percorre un'ampio e verde altipiano fino ad un rifugio di emergenza, riconoscibile
per la luce rossa sul tetto. Da qui, conviene senz'altro continuare a seguire la linea elettrica, in quanto l'orientamento
è reso ancor più difficile dai frequenti banchi di nebbia e dalla mancanza di punti di riferimento.
In poche ore, superati alcuni splendidi laghetti, ecco riapparire il fiordo Selströnd. Tra muschi e mirtilli
montiamo la tenda per poi scendere e ritornare alla stradina dove, l'indomani, salutiamo stanchi ma soddisfatti
l'ultimo sentiero di questa splendida terra europea.
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Piccoli guadi lungo il percorso |
Campeggio "libero"... |
Accampati in riva al mare |
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In cammino |
Autoscatto |
Relax |