Il primo trek che consigliamo è uno tra i più popolari e suggestivi in Islanda,
soprattutto se si ha la fortuna (piuttosto rara a dire il vero!) di trovare bel tempo, il
che vi permetterà di godere di paesaggi a dir poco spettacolari.
Il percorso richiede dai cinque ai sette giorni e le tappe possono essere decise in base
ai rifugi a cui ci si può appoggiare lungo il cammino. Consigliamo comunque una certa
autonomia di viveri perchè quasi tutti i rifugi islandesi forniscono unicamente
l'alloggio. L'equipaggiamento deve essere da alta montagna, in quanto si attraversano le
gelide highlands islandesi, e impermeabile per via della pioggia frequente.
VERSO LA VALLE DEGLI DEI
Si tratta di tagliare da sud a nord l'unica catena montuosa dell'isola, ancora attiva
geologicamente e quindi dall'aspetto morfologico alquanto particolare nonché ricca di
flora, fauna, fiumi, vette ghiacciate e fenomeni vulcanici.
1a tappa:
· Skogar (5 m)
· Skógaheiði (500 m)
· Rifugio (943 m)
Dislivello:
938 m
Tempo di percorrenza: ore 5
Punto di partenza Skogar, un piccolo centro dove ci si può eventualmente rifornire; qui
si ammira anche la cascata omonima, uno stupendo salto
d'acqua di circa 60 metri che consente al sole giochi di colore incredibili. Il sentiero
parte proprio al fianco della stupenda Cascata di Skogafoss e, dopo una ripida salita,
porta ad una sorta di altipiano. Qui, dopo circa 500 m
di sentiero che costeggia il carico fiume Skóga, ci
dirigiamo verso est fino a portarci sulla traccia principale. La pista attraversa la
Skógaheiði: la segnaletica è presente solo parzialmente, ma perdersi qui è difficile.
Di fronte ci appaiono cime e ghiacciai, alle spalle la Ring Road e il mare. Il paesaggio
è irreale. sconfinate distese di grigie rocce e verdi prati coperti di muschio, potenti
salti d'acqua creano forti scroscii che rimbombano dell'atmosfera ovattata e una
nebbiolina stratificata ci impedisce di vedere troppo distante: non ci saremmo affatto
meravigliati se d'un tratto, sarebbe spuntato un dinosauro. A metà percorso, si
attraversa un portentoso corso d'acqua su di un esile ponte e dopo qualche ora di cammino
si giunge al rifugio.
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Cascata a Skogar |
Cascate sul fiume Skoga |
Il fiume Skoga |
2a tappa:
· Rifugio (943 m)
· Fimmvörðuhals (1000 m)
· Brattafönm (1100 m)
· Morinsheiði (834 m)
· Strákagil (700 m)
· Bólfell Hut (220 m)
· Ponte di legno (220 m)
· Þósmörk Hut (225 m)
Dislivello:
157 m
880 m
Tempo di percorrenza: ore 7
Dal rifugio Il trek si incanala tra i due ghiacciai eterni: il Myrdalsjokull a destra e
l'Eyjafallajokull a sinistra. La segnaletica è qui costituita da grossi sassi posti sul
ghiaccio. Il paesaggio comunque, pure essendo solo a quota 1000, assomiglia a un 3000
delle nostre Alpi: si cammina su ghiaccio e neve in
un'atmosfera suggestiva fino ad arrivare al passo (quota 1116). Dopo un passaggio delicato
affrontato con l'ausilio di una catena, si apre ai nostri occhi sorpresi un vasto e
polveroso altipiano alla fine del quale comincia un sentiero in discesa che ci conduce a
quella che meritatamente gli islandesi chiamano Goðaland - Valle
degli Dei. È una valle fertilissima, incastonata tra le montagne di Þósmörk, ricca
di una flora assolutamente insolita per l'Islanda: betulle, ginepri, trifogli e fiori
vari. Secondo le antiche leggende qui le divinità islandesi avevano deciso di stabilire
la loro dimora. Al termine della discesa ci si trova nella valle di Þósmörk, meta di
vacanza molto frequentata non solo dai turisti ma anche degli stessi islandesi.
Attraversato un primo campeggio (Bólfell), si giunge al fiume, si volta a sinistra e lo
si costeggia fino al grande ponte di legno. Lo si attraversa e si giunge ad un campeggio
ben attrezzato e un rifugio del Touring Club (Þósmörk Hut) dotato anche di telefono di
emergenza, dove è possibile fare un pò di rifornimento.
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A spasso tra il Myrdalsjokull e l'Eyjafallajokull |
Crepacci lungo il cammino |
La "Godaland", la valle degli Dei |
3a tappa:
· Þósmörk Hut (225 m)
· Snorraríki (309)
· Kápa (250 m)
· Botnar Hut (550 m)
Dislivello:
389 m
59 m
Tempo di percorrenza: ore 8
Qui dopo aver attraversato la verde zona del campeggio, ci dirigiamo verso nord, un bivio
verso nord ovest ci porta a costeggiare delle sabbiose pendici per poi scendere
nell'ampissima zona sottostante. Si prosegue seguendo il sentiero per Landamannalaugar
(NE): la zona è ricca d'acqua e presenta anche alcuni guadi, piuttosto facili da superare a parte la temperatura gelida.
Oltrepassata la zona collinare dove il percorso di snoda a breve distanza di un canyon
(Markarfljót) comincia una parte piuttosto desertica: terra nera, qualche cespuglio qua e
là e la catena montuosa di Almenningan sulla destra. Il percorso ha dell'incredibile: una
distesa di sabbia nera (Sandar) ogni
tanto interrotta da fiumi e circondata da vette e ghiacciai. La strada si snoda alternando
salite e discese a pianori infiniti. Si Attraversa il potente fiume Fremri-Emstruá
risultato delle acque di fusione del ghiacciaio Entujõkull e, dopo una ripida salita si
giunge al rifugio di Botnar.
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Guado nelle gelide acque |
Deserto del Sandar |
4a tappa:
· Botnar Hut (550 m)
· Emstrur (500 m)
· lago Álfavatn (540 m)
Dislivello:
40 m
50 m
Tempo di percorrenza: ore 7
La tappa, una delle più dure a causa del tratto completamente desertico attraversa
l'Emstrur, grossa area priva di corsi d'acqua e punti di appoggio. La traccia passa alla
base delle formazioni montuose di origine vulcanica di Tuddi, Tvíbaka e la lunga
Utígonguhöfðar. Un ponticello e si progegue per un altra ora, al termine altro
ponticello. La traccia prosegue in salita e porta a due piccoli campeggi forniti anche di
posti letto e che offrono anche l'occasione di fare un giro a dorso dei tipici cavallini
islandesi. Questa zona è attraversata anche da piste per fuoristrada, ma si consiglia di
seguire sempre le piste segnalate. Si attraversa un altro corso d'acqua e si prosegue
sulla pista principale. Tappa obbligata è invece il rifugio al lago di Álftavatn. È un
posto veramente magico, che sembra sospeso in un tempo indefinito e si ha la possibilità
di godersi un meritato riposo in uno dei due accoglienti casolari disponibili, prima di
affrontare la salita lungo la cresta dello Jökultungur che porterà a Landamannalaugar,
agognata meta di questo trek.
5a tappa:
· lago Álfavatn (540 m)
· Jökultungur (1000 m)
· Hrafntinnusker Hut (1100 m)
Dislivello:
560 m
Tempo di percorrenza: ore 7
Il percorso per giungervi è abbastanza faticoso perchè caratterizzato da un dislivello
di 500 metri circa ma il paesaggio che vi circonderà vale lo sforzo: intorno a voi,
pioggia e vento permettendo, un'atmosfera dantesca: ghiacciai, cascate, fumarole, in un
contrasto costante e affascinante. A 1100 metri è il rifugio di Hrafntinnusker circondato
dalle cime di Jökulhaus e Söðull; è molto accogliente e rifatto da poco. È piùttosto
difficile campeggiare qui a causa del clima rigido e dei forti venti.
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Fumarole tra i ghiacci |
6a tappa:
· Hrafntinnusker Hut (1100 m)
· Stórihver (900 m)
· Laugahraun (700 m)
· Landamannalaugar (600 m)
Dislivello:
500 m
Tempo di percorrenza: ore 5
Dal rifugio, verso NE ci si incammina in uno splendino paesaggio costellato da lucenti
minerali di riolite. Consigliamo vivamente di intraprendere questa parte del trek col bel
tempo, perchè oltrepassato il ghiacciaio vi appariranno cime dai colori più incredibili
frutto della miscela esplosiva del ghiaccio
con il calore prodotto dal ventre della terra. L'area di Landmannalaugar, posta a 600
metri sopra il livello del mare, è la più grande zona geotermica dell'Islanda, dopo la
caldera di Grímsvötn, nel Vatnajökull. Le cime variegate sono di riolite, una
combinazione di minerali sottoposti a metamorfosi dai fenomeni vulcanici e geotermici.
Si pensa che il centro dell'attività si anella caldera di Torfajökull, 10 Km a sud-est
di Landmannalaugar. Questa fila di crateri attivi che vanno da nord-est a sud-ovest
comprende tutti i campi di lava tra il cratere di laugahraun e quello di Ljótipollur e
oltre.
L'ultimo tratto che ci separa dalla pianura di Landmannalaug è un suggestivo deserto di lava largo oltre due
chilometri che non è difficile immaginare popolato da elfi e fate.
A Landamannalaugar si ha il piacere di godere di un bel bagno nelle caldissime acque di un fiume termale, utilissimo per
rinfrancare le stanche membra e si può decidere se terminare qui il trek o se
eventualmente prolungarlo di qualche giorno; infatti c'è un servizio di autobus che
collega con Reykjavik, ma per chi optasse per la seconda ipotesi consigliamo una piccola
incursione nel Parco Naturale di Landmannaleid fino alla strada statale F26.
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Acqua bollente sotto al ghiacciaio |
La Valle di Landamannalaugar |
Un bagno ristoratore... |
7a tappa:
· Landamannalaugar (600 m)
· Frostataðahraun (580 m)
· Landmannaleið (650 m)
· Landamannahellir (590 m)
Dislivello:
70 m
80 m
Tempo di percorrenza: ore 4
Dal rifugio ci si incammina verso nord, costeggiando il corso d'acqua. Si cammina su
un'ampia strada sterrata considerando anche che la zona è una delle mete più ambite dai
turisti. Al bivacco di Sólvangur si svolta a sinistra e, dopo aver costeggiato il lago di
Frostataðavatn ed attraversato la zona destertica di Frostataðahraun, al successivo
incrocio si svolta ancora a sx.
Il percorso è molto bello, con un panorama più dolce rispetto al precedente.
All'orizzonte si stagliano i profili morbidi delle colline islandesi, dai colori particolarmente vividi e brillanti,
l'aria è tersa e limpida, e spesso il verde dell'erba contrasta con l'azzurro dei laghi.
Qui vicino tra l'altro sorge il monte Hekla, vulcano ancora attivo e si può godere dello
spettacolo del paesaggio lavico di epoche diverse, coperto dal muschio e bagnato dal
fiume.
Questa deviazione vi può impegnare per due o tre giorni ed è un trek molto bello e
rilassante che fa tappa nel campeggio presente all'interno del parco, dal quale si può
partire per un'escursione verso il monte Hekla, ma obbliga a tornare a Landamannalaug,
perchè usciti dal Parco si può arrivare ad un altro centro solo grazie ad un passaggio o
allungando di parecchio il trek.
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Tra il verde delle colline islandesi |
8a tappa:
· Landamannahellir (590 m)
· Krókagiljabrún (550 m)
Dislivello:
30 m
60 m
Tempo di percorrenza: ore 4
Questo tratto, attraversa una zona pressocchè desertica, caratterizzata da saliscendi e
guadi di fiumi di non grossa potrata. Il pernotto
conviene farlo nei pressi del Krókagiljabrún nel punto in cui il fiume Svalaskarið è
vicino alla strada. Anche qui occorre potabilizzare
l'acqua del corso d'acqua.
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...tutti a "casa" |
Potabilizzazione dell'acqua |
9a tappa:
· Krókagiljabrún (550 m)
· Strada Nazionale F26 (250 m)
Dislivello:
300 m
Tempo di percorrenza: ore 8
Il territorio, pur simile al giorno precedente, presenta meno saliscendi, e, dopo i campi
di lava del 1913 si apre ai nostri occhi una lunga distesa di sabbia, anzi terra lavica
nera e polverosa con al centro una striscia che ci aggingiamo a percorrere. A fine
giornata, dopo oltre 6 ore di cammino i primi segni della civiltà tornano ai nostri
occhi. In lontananza, verso NNO due fari, quelli dei ponti della centrale idroelettrica
sul fiume þiórsá. Nell'ultimo tratto, lasciate alle spalle le cime attraversiamo una
striscia di tundra per trovarci sulla F26. Da qui, per raggiungere la capitale o se volete
continuare come noi, verso Gullfoss, non vi è altro mezzo che l'autostopp.