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Sellaronda 2015: La Vittoria è di Beccari.


Filippo Beccari mette la propria firma sulla quinta edizione del Sellaronda Trailrunning, penultima tappa delle Skyrunner Italy Series

59 kilometri,  3378 metri di dislivello, l’attraversamento dei famosi “4 Passi” dolomitici. Un tracciato leggermente allungato nella parte finale, con il nuovo passaggio al rifugio Padon avente triplice validità: quarta delle cinque prove delle Skyrunner® Italy Series, tappa conclusiva del circuito Salomon Trail Tour Italia e gara di qualificazione per l’Ultra-Trail du Mont-Blanc®, per la quale assegna un punto. Questo è il Sellaronda, almeno sulla carta. Perché per chi lo deve correre, il Sellaronda è ben altro. È partire alle 5 del mattino, quando nemmeno il sole si è ancora alzato. È correre per oltre sei ore, cercando di calibrare al meglio le proprie energie per affrontare ogni salita e ogni discesa senza pretendere troppo dal proprio fisico. È una resa dei conti, il risultato di ore di allenamento e sforzi  al limite del possibile. È una sfida, prima che contro il cronometro e i vari cancelli, contro se stessi. Filippo Beccari, classe 1979, guida alpina di Livinallongo e ambassador La Sportiva, lo scorso anno al Sellaronda era arrivato secondo. Soddisfatto, certo, ma pur sempre fermo su quel gradino del podio che non finisce mai in prima pagina. Noi l’abbiamo incontrato qualche giorno prima dell’ultratrail dolomitico, ed era soddisfatto, ancora una volta. Diceva di essere pronto, in forma, ben allenato. Lo diceva senza sbilanciarsi e a bassa voce, come al suo solito, con gli occhi grandi e castani ed una barba scura incapace però di nascondere il sorriso che sempre lo contraddistingue. Quello stesso sorriso che abbiamo tutti visto domenica, riportato fedelmente sulle prime pagine dei giornali. Perché Filippo Beccari, quest’anno, al Sellaronda è arrivato primo. Per lui 6 ore 32 minuti e 64 secondi di lotta a denti stretti che gli hanno permesso di lasciarsi alle spalle il  valtellinese Christian Pizzatti e il triestino Walter Sterni, e di arrivare a Canazei con il solo striscione del traguardo davanti. “La più bella vittoria della mia carriera.” E non è difficile da credere, così come non lo è pensare che non sarà neppure l’ultima capace di dargli tante soddisfazioni. In campo femminile invece, ha dominato la competizione l'altoatesina Anna Pedevilla, completando il successo degli atleti che fra le montagne ladine non solo gareggiano ma ci vivono. La runner di San Vigilio di Marebbe, trecce bionde e La Sportiva Mutant ai piedi, ha inflitto quasi 25 minuti di distacco alle due avversarie che l'hanno accompagnata sul podio, giunte una dietro l'altra quasi allo sprint: si tratta della parmigiana Lara Mustat e della trevigiana Cristiana Follador, autrice di un grande recupero nell’ultima parte della gara. In campo maschile il quarto posto è stato appannaggio dell’esperto valdostano Giuliano Cavallo, uno dei favoriti della vigilia, il quinto del torinese Manuel Bortolas, il sesto del primierotto Nicola Giovanelli anche lui alfiere dei colori La Sportiva, che ha chiuso con il tempo di 7 ore e 3 minuti. foto e classifiche online su sportdimontagna.com