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Quando i migliori climber al mondo incontrano Rock Master


Colpi di scena e battaglie fino all’ultima presa: ecco come possiamo riassumere questo weekend di arrampicata “scalato” ai massimi livelli. Tra coppa del mondo, boulder e “duello”, la sfida annuale tra i gladiatori del verticale.

È stato senza dubbio un weekend emozionante, come solo Rock Master sa essere.
Un susseguirsi di colpi di scena fino all’ultima presa, per uno spettacolo che nella sua 30ma edizione ha visto trionfare per la terza volta “The Wizard” Adam Ondra e la tanto giovane quanto talentuosa Janja Granbret.

Ad assegnare il titolo di re e regina di Rock Master, il famoso Duello, la sfida diventata un must tra i più entusiasmanti dell’anno che vede affrontarsi in parete otto fra i migliori climbers al mondo.

Dopo alcune importanti uscite di scena, come quelle della tre volte campionessa del mondo lead Mina Markovic e dell’italiano bin campo maschile, alle semifinali “in rosa”si presentano al via Janja Garnbret, Anak Verhoeven, Katharina Posch e Mathilde Becerra.
La diciassettenne slovena manda a casa Anak Verhoeven con 3 secondi di vantaggio, storia replicata dalle altre due semifinaliste, con Katharina Posch capace di spuntarla su Mathilde Becerra dopo uno sprint deciso all’ultimo secondo.
Nelle semifinali maschili, invece, un velocissimo Adam Ondra strappa la finale a Max Rudigier segnando anche il miglior tempo di gara. Battaglia non diversa quella che vede Jakob Schubert vincere nettamente su Domen Skofic.

Decisi i protagonisti delle finali, il primo duello, quello tra Janja Garnbret e Katharina Posch, viene dominato dalla slovena Garnbret, che alla sua prima partecipazione si aggiudica lo scettro di regina di questo trentesimo Rock Master.
In gara maschile invece, la finale per il bronzo è vinta dall’austriaco Max Rudigier che si lascia alle spalle Domen Skofic mentre tocca ad Adam Ondra e Jakob Schubert giocarsi il titolo di campione, entrambi al via poco intenzionati ad accontentarsi dell’argento. Partenza fulminea per i due, che sembrano muoversi in sincronia sulla verticale arcense, fino al grande tetto dove Ondra aumenta ancora il ritmo e sprinta al top. È ancora suo questo Trofeo Rock Master, per la terza volta e sempre con il Duello, di cui è ormai indubbio sovrano.

Il climber ceco segna la doppietta domenicale aggiudicandosi anche il KO Boulder contest davanti a Jan Hojer (GER) e al francese Jeremy Bonder. La gara dei quattro blocchi, tracciati dagli ispirati Jacky Godoffe e Alberto Gnerro, è invece stata vinta al femminile dall’austriaca Katharina Saurwein, che sul finale rovescia la classifica portando a segno un top al primo tentativo lasciandosi alle spalle Giorgia Tesio (ITA) e la serba Stasa Gejo.

Ma le gare domenicali che hanno assegnato i titoli di Rock Master, hanno avuto un prologo di tutto rispetto: Venerdì e sabato, infatti, hanno aperto le danze le gare di Coppa del Mondo IFSC Lead e Speed.
Per la categoria che fa della difficoltà il suo elemento chiave, il pubblico del climbing stadium ha potuto assistere a due gare sensazionali.
in campo femminile, partita da ultima ad inaugurare la serie delle otto finaliste, Jain Kim, capace di portarsi abbastanza in alto da recuperare tre posizioni in un solo turno, viste le seguenti performance minori di Mathilde Becerra, Yuka Kobayashi e Julia Chanourdie.

Sorte poco diversa per le restanti finaliste, tra le quali Janja Garnbret, intenzionata a portarsi a casa la quarta vittoria consecutiva e Mina Markovic, fresca vincitrice del La Sportiva Competition Award 2016, che assieme alla svizzera Anne-Sophie Koller, cadono abbastanza distanti dal punto più alto toccato dalla coreana Kim, che da ultima si trova faccia a faccia con la diretta avversaria: Anak Verhoeven. La belga, unica ad aver concluso al top la semifinale, risolve in leggerezza il rebus che aveva fatto cadere in tante e si porta a casa la sua prima vittoria di coppa.

Vittoria a sorpresa anche nella finale maschile, con i grandi nomi del climbing che fanno trattenere il fiato al pubblico di Arco sfiorando, senza mai raggiungerlo, il top del climbing stadium.
Dopo il tedesco Halenke ed il talento Ceco Adam Ondra, alla sua prima performance in coppa quest’anno, Francesco Vettorata ci prova, ma la grinta non basta a superare gli avversari. Segna il giro di boa Dmitrii Fakiryanov, il russo che supera “the wizard” ma non raggiunge il top distante ancora tre prese, punto che neppure Jakob Schubert, la macchina da gara targata Austria, ed il super favorito Domen  Skofic, riescono a toccare.

Quando all’appello mancano solo Ramón Julian Puigblanque e Romain Desgranges, il re spagnolo dello stadium arcense non è in stato di grazia e cade due prese sotto Vettorata, mentre chiude i conti il francese Romain Desgranges, unico a vantare la chiusura della semifinale. Seppur scivolando a due prese dal top e cadendo in un ex equo con Fakiryanov e Schubert che chiama in causa i punteggi della semifinale, è comunque il francese ad aggiudicarsi l’oro, davanti rispettivamente all’austriaco e al russo. foto gallery: www.planetmountain.com