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Nadir Maguet: ecco come vivo tra scialpinismo e mountain running


Dopo le fatiche ed i successi di questa stagione estiva ormai passata, aspettiamo l’inizio dell’inverno assieme a Nadir Maguet, il giovane talento del Team La sportiva che dopo aver vinto la prova sui 1000up più dura al mondo al Kilomètre Vertical de Fully, ci racconta il suo modo di vivere e vedere lo sport tra sci alpinismo e trail running.

Nadir Maguet, decretato un po’ da tutti la “sorpresa” di questo Fully. Dovessi fare un paragone, prima della partenza, quante probabilità ti davi per vincere il Vertical più duro al mondo?
Mi sono presentato alla partenza senza la benché minima idea di vincere la Fully. Ci sono andato perché è una gara affascinante, che mi piace, e anche perché funge da ottimo allenamento e test perfetto per valutare la propria condizione fisica in vista dell'inverno… Sarà poi che su questo Vertical si corre il proprio personale sui 1000 up, quindi rimane prima di tutto una sfida personale.

Se per il pubblico la vera sorpresa sei stato tu, qual è stata -al contrario- la sorpresa più grande per te?
Per me la sorpresa più grande è stato il tempo impresso sull'orologio arrivato in cima, non ci credevo. Sapevo di essere in forma e di stare bene, lo avevo visto anche in allenamento, ma questo tempo non è da tutti i giorni.

Sicuramente un risultato da incorniciare… Anche perché non solo sei riuscito ad inserirti nella colossale sfida di giornata, quella fra i fenomeni Zemmer e Jornet, ma sei stato in grande anche di vincerla, in modo assoluto e impeccabile. Cosa si prova?
Vincere davanti a monumenti come Zemmer e Kilian è incredibile già di suo, ma riuscire a farlo su un Vertical così tanto sentito dal popolo dello Skyrunning rende la cosa non solo incredibile, ma semplicemente indescrivibile. Per quanto mi riguarda, sono tutte queste cose messe assieme che danno ancora più valore alla vittoria.

In molti ti vedono come allievo ed “erede” di Urban Zemmer. Tu come ti vedi?
È facile dare dell'erede a un ragazzo quando vince un Vertical così importante, ma diciamo che quello che ha fatto Urban su questo tracciato ed in generale nella sua carriera è davvero raro, anzi unico. Io lo vedo come il mio capitano all’interno del Team Laspo, una fonte d’ispirazione e un amico, con lui vado d'accordo. Io cercherò di fare sempre del mio meglio, e spero di poter dare molto nei prossimi anni

A partire dal podio, esclusivamente giallo-nero, molti tuoi compagni del team La Sportiva si sono classificati nella top ten, al maschile così come al femminile: Si può parlare di successo di squadra? Cosa vi contraddistingue?
Certo che si può parlare di un successo di squadra, in questi ultimi anni La Sportiva ha creato un team Vertical bellissimo, e non solo in gara.
Al di fuori dei risultati ottenuti singolarmente da ognuno di noi, la cosa credo abbia fatto e stia ancora facendo la differenza, è la grande unione che c’è fra tutti noi, capace come poche alte cose di dare ulteriori motivazioni e stimoli giusti alla squadra per allenarsi, andare alle gare, e dare sempre il massimo. Questo è un successo che dobbiamo soprattutto al "Macia", vera anima del gruppo. Senza di lui, secondo me questo team sarebbe un gruppo come tanti altri. Noi siamo una squadra.

In inverno sei campione di scialpinismo, in estate campione di mountain running… quale legame unisce queste due discipline e cosa significa per te praticarle entrambe (ottenendo pure incredibili risultati)?
Secondo me lo scialpinismo e lo skyrunning sono discipline analoghe, che vanno avanti di pari passo. A partire dall’atmosfera che si respira praticando entrambi questi sport, alle dinamiche di gara e agli scenari d'allenamento… è tutto molto simile, con la “piccola” differenza della neve.
La montagna unisce tutto e tutti, e per chi come me ama stare in montagna, questi due sport sono decisamente le ricette giuste.

Continuando a parlare di sci e di neve… Come si prospetta la prossima stagione invernale? Ti sei già prefissato qualche obbiettivo?
La prossima stagione invernale spero mi dia molte soddisfazioni a livello personale, quest'estate ho visto buoni progressi e spero di poterli vedere anche nello skialp... Quando ci si migliora fa sempre piacere! Poi chi lo sa, un podio in coppa del mondo non lo disprezzerei affatto ;)

E noi te lo auguriamo! Ma in attesa della neve: meritato relax o i campioni non si fermano mai?
Il riposo si farà a fine stagione invernale, adesso bisogna restare concentrati sulla preparazione invernale che è la fase forse più importante: Se si sbaglia qui, si rischia l’intera stagione. Ma non ne faccio una tragedia, dopotutto quando si ama ciò che si fa non si sente il bisogno di relax, quello lo trovo già in montagna. Basta saperlo trovare e non focalizzarsi a guardare sempre e solo l'orologio che segna tempi e dislivelli.

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