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Mostre: apre Camminamente a Ziano di Fiemme dedicata ai grandi camminatori


Dal 18 agosto al 4 settembre una grande mostra sui camminatori del nostro tempo, sostenuta da La Sportiva

Un campionario di scarpe di camminatori e pellegrini come non si era mai visto. Una presenza eterogenea di protagonisti, tutti “coi piedi per terra”, venuti ad inaugurare sabato scorso  alle 18 a Ziano di Fiemme (Tn) la mostra “Camminamente” nata in Veneto che ora sta girando l'Italia e resterà aperta tutti i giorni fino al 4 settembre prossimo presso la sede espositiva comunale di “Tabià del Moco”.

Evento doppiamente significativo promosso dalla Amministrazione Comunale di Ziano e sponsorizzato da "La Sportiva", azienda di casa a Ziano di Fiemme,  sia per la cornice alpina ad alta vocazione turistica con percorsi pedonali, sentieri e ciclabili per un turismo sostenibile nell’Anno Nazionale del Cammino indetto dal Ministero della Cultura. Ma soprattutto, perché a rappresentare il caleidoscopico mondo dei camminatori sono arrivati in Val di Fiemme, volti noti dello sport, come Manolo l’arrampicatore “del verticale e orizzontale” come si è definito lui durante l’intervento inaugurale alla sede espositiva “camminatori scalzi come il vicentino Tom Perry, famoso per aver disceso a piedi nudi sette dei quattordici vulcani più grandi del mondo.

Pellegrini vicentini, sono anche Giovanni Bruttomesso che nel 2013 ha ripercorso la storica tappa da Canterbury (UK) a Roma, per arrivare poi a Gerusalemme, dopo oltre seimila chilometri, e Nadia Gonella “pellegrina ambientale” che l’anno scorso per sensibilizzare sui problemi dei cambiamenti climatici è partita da Roma e arrivata a Parigi con i suoi piedi. Ad aprire la mostra Camminamente, unica in Italia dove si espongono scarpe che hanno calpestato le lande ghiacciate nordiche, percorso tratte da Roma a Pechino, circumnavigato l’intero globo, scalato pareti verticali ed esplorato terre selvagge, l’assessore alla cultura di Ziano di Fiemma, Susanna Sieff “emozionata dall’aver portato il piccolo paese montano a divenire per un mese il centro dei camminatori internazionali”.
A fianco dei rappresentanti comunali presenti e un folto pubblico, il curatore e ideatore della mostra Antonio Gregolin, che da autentico anfitrione ha dipanato il percorso espositivo, che si è fatto poi musica sulla “Via dei pellegrini”, grazie al giovane musicista di talento Alessandro Ceccato, con lo strumento più rappresentativo della via di Santiago de Compostela la gaita galiziana, fino a suonare la cornamusa scozzese per evocare le antiche suonate della Via Francigena.

Dalle scarpe alla cultura. O meglio, dalla strada all’esperienza che diventa memoria, attuale e millenaria. Memoria che comunque riportata tutto e tutti alla terra, di cui le consunte scarpe esposte rappresentano un diaframma e un simbolo che spesso porta il camminatore a non separarsene. Per Manolo, che ha donato a “Camminamente” una sua scarpetta da arrampicata e uno scarpone ancora pregno di fango, il significato è racchiuso nella sua esperienza di vita: “Ho voluto donare le mie prime scarpette da arrampicata –ha raccontato lo scalatore feltrino- associandole però alla orizzontalità dei miei vecchi scarponi che ho impiegato per costruirmi la casa con le mie mani."
L’unione della verticalità con l’orizzontalità, forma una croce e un bersaglio. Un punto in cui trovare l’obiettivo che ti prefiggi nella vita. Quell’equilibrio che tutti cerchiamo. Per la pellegrina ambientale, Nadia Gonella, “è giunto il momento di cambiare tutti il nostro stile di vita se vogliamo sopravvivere in questo pianeta”. Scarpe le loro che seppur conservate qui sotto una teca, pare abbiano ancora la forza del pensiero che le ha mosse.