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I 5 migliori boulder spot in Europa secondo Niccolò Ceria


Agosto, tempo di mar.. boulder: se non avete ancora decidere dove passare le vostre vacanze verticali e siete alla ricerca d’ispirazione, il nostro ambassador Niccolò Ceria suggerisce i 5 migliori boulder spot in Europa (e non solo)

  • L’intramontabile
    Fontainebleau (Francia) - Arenaria

Senz’altro Fontainebleau. Vince a mani basse direi.

A Font tutto è comodo e, per certi versi, tutto è semplice, persino per chi non si allena o per chi non ha mai scalato. Tutto, o quasi, dato che il meteo è spesso bizzarro ed incomprensibile, quindi è un po’ rischioso andarci per periodi di tempo ristretti. Amo la Foresta per molteplici aspetti, ma la caratteristica principale è la conformazione dei sassi. Lo stile di scalata che si crea è unico e questa sintonia tra roccia e movimento identifica una delle espressioni verticali più belle che abbia mai incontrato.

Poi beh, anche le crepes e i pan au chocholate non sono da meno, se paragonate alla strepitosa arenaria del posto. Quindi anche le Gourmandise locali rientrano negl’high points della location. Tanto anche se si pesa qualche kilo in più a Font non è un problema!

L’unico punto negativo è l’alta frequentazione, essendo una destinazione oggi giorno super classica: a differenza del granito, la morbida arenaria di Font, con l’elevato consumo, si rovina prima e diversi passaggi sono oggi “deteriorati” in maniera evidente rispetto al passato. (se ti interessa il tema, puoi approfondirlo qui)

 

  • Di nicchia
    Nord Europa - (Gneiss – Granito)

Le aree poco conosciute sono sempre attraenti, perché rimangono emarginate dalle grandi masse.

Forse per via della scarsità di guide esistenti, in Nord Europa sono pochi i boulderisti ci mettono piede, e questo aspetto ti lascia godere di panorami mozzafiato in totale silenzio, senza troppi disturbi tipici delle aree più mondane.

Tutta la Scandinavia è ricoperta da conifere e sassi, se pur molto sparsi tra loro. I sassi dico, non di certo le conifere.

Quindi, a dire il vero, non esistono grandi aree identificate, ma bensì piccole zone sparse per il territorio verde e freddo del Nord Europa.

 

 

  • Da scoprire
    Qualsiasi

Parlando di scoperta non penso sia appropriato consigliare un posto nello specifico. Se no che scoperta sarebbe?  

Esistono diverse zone che attendono pionieri e persone interessate all’ambito più artistico del bouldering che è, per me, quello di portare alla luce nuovi passaggi.

Ogni area già esistente, o almeno la maggior parte, offre ancora nuove frontiere da esplorare, come nel caso delle italianissime Sardegna e Calabria. Ma oltre a queste, sono sicuro che là fuori ci siano interi settori ancora da sviluppare, che possono rendere veri i sogni di diversi, nuovi esploratori verticali.

  

  • Esotica
    Prilep (macedonia) - Granito

Anche se non è cosi distante da dove viviamo, una volta arrivato a Prilep ti trovi catapultato in un altro mondo.

Grazie ai simpatici aerei rosa e viola della Wizz, Prilep dista soltanto un paio d’ore da Milano ed è senz’altro l’area più esotica in cui io abbia messo piede.

Il contesto rurale delle colline crea un contrasto suggestivo con la città e il mix di colori rende l’area blocchi ancora più originale. La roccia non è delle migliori, ma i profumi e i colori dei mercati in città sono davvero caratteristici e affascinanti, cosi come i mille essiccatoi di tabacco sparsi per le viuzze della periferia.

 

 

  • Il mio preferito
    Red Rocks (Nevada) - Arenaria

Andando fuori dall’Europa, penso che Red Rocks potrebbe essere la mia preferita, anche se è certamente una delle zone meno ambite dai boulderisti europei, considerando i lunghissimi avvicinamenti che i sassi richiedono.

Per capirsi, In tutta la zona avrò contato 10/15 linee interessanti. Tutte distanti da qualsiasi parcheggio. È vero, 15 linee non sono un granché, ma queste poche elette penso siano le migliori che abbia visto in tutto il mondo.

Poca quantità ed elevata qualità è stato il mood delle settimane che ho trascorso a Las Vegas.

A Red Rocks mi sono sempre sentito a mio agio anche per l’incredibile contesto desertico e selvaggio. Un ambiente così infatti, offre quella rara sensazione di sentirsi parte di una sfera naturale del tutto staccata dal ritmo caotico e frenetico della città, che, da in cima ai canyon, sembra lontana statica e silenziosa, come appartenente ad un altro mondo.

 

 

  • Scarpette

Per quanto riguarda le Scarpette, io uso spessissimo le Speedster, dato che sono le più versatili sull’arenaria e le trovo perfette per gli spalmi e il mio stile di scalata.

Altrimenti le Skwama sono senz’altro le più complete della mia gamma, che essendo morbida va bene sia per l’arenaria tipo Font, ma anche per quella tipo Red Rocks dove spesso trovi appoggi più netti.

Altro modello immancabile nella valigia di un boulderista globetrotter, rimane la Solution, quella più rigida del mio range che uso a volte per il granito e per le tallonate più potenti sull’arenaria.