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Dolomites: La Sportiva ancora sul podio grazie a Tadei Pivk, ma tanti sono i successi del team giallo nero


Squadra che vince non si cambia, e al weekend fassano di World Series firmato Dolomites Skyrace, il Team La Sportiva si porta a casa risultati e ottime prestazioni sia Vertical che Sky.

Il trono e lo scettro della Dolomites Skyrace restano nelle loro mani: Tadei Pivk e Laura Orgué concedono il bis alla regina delle Sky valida come prova per le Skyrunner World Series, e sui 22km disegnati nel cuore delle Dolomiti di Fassa, dimostrano di essere ancora i più forti.

2ore, 3 primi e 39 secondi il tempo impiegato dal trentacinquenne friulano per tagliare il traguardo di piazza Marconi, dopo 1178 mt di dislivello positivo, un passaggio a quota 3000 tra le quasi immancabili pareti di neve del Piz Boè, ed una discesa tremenda e selettiva lunga ben 12 km.
Una sfida con un amico che su questo percorso ha già vinto tanto”, dice Pivk all’arrivo riferendosi al capitano del team La Sportiva Michele Tavernaro, “Almeno ora, posso dire anch’io di aver portato a casa già due vittorie consecutive”. Vittorie che, almeno ai piedi, parlano La Sportiva grazie a Mutant, la scarpa scelta dal campione in carica di World Series per trionfare in entrambe le prove.

Tutto straniero il resto del podio e tutto nuovo rispetto al passato: secondo posto per il mezzofondista norvegese Stian Overgaard Aarvik, e bronzo per Martin Anthamatten, svizzero classe 1984.

Quarto e sesto posto invece, a due regionali del team La Sportiva: Martin Stofner e Stefano Gardener. Reduce dalla vittoria alla Skylakes, l’altoatesino della Val Sarentino ha mancato il podio per nemmeno un minuto. A lui la medaglia di legno, una sicura vittoria personale, e i nostri più grandi complimenti per l'esemplare gestione di una stagione che ha ancora tanto da dare. Sesto, a sorpresa, un altro talento fiemmese nato dalla fucina del team Cornacci Tesero: Stefano Gardener, classe 1990, si porta a casa un sesto posto che sa di oro, e lascia a bocca asciutta molti grandi dello skyrunning internazionale. Per lui, una prova immensa conclusa con un crono di 2.08.17.

In campo femminile, dopo il trionfo nel Vertical della Crepa Neigra, bissa la vittoria del 2014 la spagnola Laura Orguè, con un tempo di 2.27.42. Alle sue spalle, conquista l’argento per due minuti l’italiana di Bormio Elisa Desco, terza la francese dell’Alta Savoia, Celia Chiron. Anche in questo caso quarta piazza d’onore per il team La Sportiva Spain, grazie alla campionessa catalana Maite Maiora, settima lo scorso anno sullo stesso tracciato.

Tuttavia, se vincere una super classica non è mai facile, portarsi a casa l’oro nel Verticale della Crepa Neigra non è da meno.
Venerdì 15, infatti, la tre giorni fassana di World Series si è inaugurata con la classica sfida “solo verticale”.

Anche in questo caso si parla di raddoppio, con il portacolori del team Bogn Da Nia Philip Götsch che si aggiudica anche questa nona edizione e polverizza il suo stesso record di circuito. Dopo il 32’38” siglato lo scorso anno, il meranese è arrivato al traguardo di Crepa Neigra in 31’34”.

La lotta lungo i 2.400 metri del tracciato (1.015 i metri di dislivello), è andata avanti con un derby fra i due atleti di casa La Sportiva. Lo sloveno Nejc Kuhar, primo nel 2012 e secondo nel 2011 e nel 2014, riesce a concludere per primo la gara, battendo di pochi attimi l’altoatesino Hannes Perkmann, sempre più lanciato verso i vetrici della disciplina. Altri tre runner La Sportiva nei primi dieci classificati, con Patrik Facchini, Marco Moletto e lo sloveno Luka Kovacic.

Nella gara femminile a vincere è la favorita Laura Orgué, di casa alla Dolomites Skyrace, che rimane imbattuta così come il suo stesso record di 38’14”. Il resto del podio (e oltre) è firmato La Sportiva, con la bresciana Valentina Belotti che è andata a prendersi il secondo posto a 35 secondi dalla vincitrice, chiudendo con altrettanti secondi sulla terza, la compagna di squadra bellunese Francesca Rossi. A riprova della sua ottima condizione fisica, la fiemmese Beatrice Deflorian conclude la propria splendida gara un passo sotto al podio, con la soddisfazione di essersi tenuta alle la compagna di squadra Maite Maiora, l’iberica del team La Spo campionessa nazionale di specialità.