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Arrampicata: Silvio Reffo ci racconta la sua scoperta delle falesie


A dicembre, tutto era pronto per l'Ambassador de La Sportiva Silvio Reffo per un’altra visita nell’amata Spagna. Poi, come alle volte accade, all’ultimo il programma salta e allora si elabora un piano alternativo: Est, direzione Croazia e Slovenia.

Il climber La Sportiva Silvio Reffo, ci racconta come è andata nel suo recente viaggio arrampicatorio in Croazia. "La mattina del 25 Dicembre sembra tutto pronto per la partenza del giorno successivo: destinazione Catalunya. Forse il calo di tensione dal lavoro, forse il fato o forse il malocchio, il viaggio spagnolo non sa da fare causa stato influenzale. Dopo alcuni giorni di riposo e un giro di telefonate ad amici, io e Francesca prepariamo il furgone con corde e scarpette d'arrampicata e ci mettiamo in moto verso la Croazia. Ad aspettarci al confine i fratelli Enrico e Andrea Polo, due instancabili  e  solari climber di Udine che negli ultimi anni hanno dedicato anima e corpo alla chiodatura e alla valorizzazione di alcuni siti di arrampicata in Istria. Prima meta: Medveja.
Qui la roccia è veramente super, muro strapiombante con canne, buchi, tacche e roccia gripposa. Nella ventosa e gelida giornata, oltre ai Polo’s Brothers, siamo in compagnia della combriccola biellese capeggiata dal Doctor Gnerro. Dopo un breve riscaldamento mi attacco subito a The Core, via liberata da Klemen Becan qualche anno fa, per cui proponeva il grado di 9a, poi sgradata nella prima ripetizione di Andrea Polo a 8c+. Nel primo giro di perlustrazione assaporo subito la qualità della via. La prima parte, il duro del tiro, è caratterizzata da una sequenza intensa su una stretta canna che è necessario strizzare con mani e piedi, stile orango tango, per rimanere attaccati. Una grande nicchia, poi, offre un riposo totale per riprendersi dalle fibrillazioni dei metri precedenti. La seconda parte, invece, è una super placconata grigia di resistenza con passi tecnici e allunghi, mai banali, che portano fino alla sommità della parete.
Si può fare… dopo un breve riposo riparto per il secondo tentativo, ma cado sulla sequenza chiave! Troppo freddo e tardi per un ulteriore tentativo, un bel piatto di riso col pesce ci aspetta per ricaricare le pile e ricostituire un po’ di calorie consumate nella giornata. Il giorno successivo il freddo è ancora molto rigido; quasi per allontanare l’idea dalla testa, faccio un super giro sulla via in maniche corte. Passo il duro della via ma, a pochi metri dalla catena, mi scivola un piede, facendomi cadere. Niente paura!! Sgranocchio una barretta e, con calma, riparto. Combatto con il freddo e la fatica ma questa volta arrivo in catena, salutato dall’ultimo raggio di sole che sta lasciando la falesia a bordo mare.  Medveja è sicuramente una falesia a 5 stelle, con vie prevalentemente dure e una scalata di forza-resistenza. Congratulazioni ai fratelli Polo e ai ragazzi che hanno contribuito a chiodare questo piccolo gioiello di roccia! Alla sera è dunque il momento di spostarci e ci addentriamo nel territorio Istriano verso Buzet. Questa conca offre, nell’arco di 20 minuti di macchina, tantissime e svariate falesie per le diverse stagioni dell’anno. Per i periodi più caldi c’è il canyon di Buzet con alcuni settori esposti a Nord e tantissime vie con varie difficoltà. Per i periodi più freddi, invece, ci sono la classica Kompanj e la strapiombantissima Pandora. Il giorno successivo, quindi, decidiamo di scalare a Kompanj. La falesia è una lunga e assolata bastionata di calcare grigio-arancione, esposto a Sud e con una scalata prevalentemente verticale, o leggermente strapiombante, con liste nette. Qui, dopo un breve riscaldamento, alzo subito il tiro, provando l’8b di Roket max, aggiudicandomi la salita a vista. Dopo un’oretta di riposo decido di provare a vista un'altra via leggermente più difficile, l’8b+ di Hard sun, cadendo, però, ad un soffio dalla realizzazione. Ormai è tardi e i festeggiamenti dell’ultimo dell’anno ci aspettano. Scendiamo dalla falesia accompagnati da uno dei più caratteristici e intensi tramonti della mia vita.  La sera trascorre veloce tra birre e una cena in buona compagnia. L’indomani, giornata di riposo ansiosi però che arrivi il giorno dopo per scalare. 
Spossati dai fumi termali del giorno precedente, ci dirigiamo l'indomani come cadaveri al muro di Pandora. Questa falesia è caratterizzata da una roccia color ocra su inclinazioni veramente importanti. Il muro, infatti, inizia leggermente inclinato per abbandonarsi, dopo pochi metri, ad un lungo  soffitto dove i muscoli grossi sono la chiave per la riuscita delle vie. La falesia è esposta a Sud con alcuni tiri facili e una prevalenza di vie di grado 8, fino all’8c. Mi scaldo, dunque, su un classico 8a della falesia, avvertendo subito che il braccio non gira proprio. Non rinunciando a scalare, provo comunque qualche via a vista ma senza vincere la forza di gravità. Esausti dalla giornata poco fruttuosa torniamo verso casa. Sulla strada del ritorno ci fermiamo in Slovenia al campeggio della famosa Misja Pec per una buona birra rinfrescante. Tra un'indecisione e l’altra optiamo per rimanere un paio di giorni qui,  trascorrendone uno in quel di Osp e uno nel settore più strapiombante di Misja Pec.
Consigliato da tutti, metto le mani su Histerya, l’8c+ di forza-resistenza che solca tutto il paretone centrale. Faccio un paio di giri cercando di trovare le soluzioni e il feeling giusto con la via. Veramente stanco dalle giornate di scalata dei giorni prima, decido di tornare a casa e lasciare la salita per una prossima volta. Nel mese successivo, così, faccio ritorno un paio di volte in quel di Misja per chiudere i conti con il tiro e, finalmente, a inizio febbraio, al primo tentativo di giornata, riesco a clippare la catena di questa bellissima via! Non contento, nella stessa giornata, riesco al secondo tentativo sull’ 8c di Corrida, un’altra via che corre lungo tutto il paretone con due sequenze boulder intervallate da un buon riposo. Nel passato raramente ho scalato “ad Est”. Indubbiamente la Croazia offre tantissima roccia di enorme qualità e i Balcani, in generale, saranno senza dubbio terreno di future chiodature perché qui la roccia abbonda sul serio! La tranquillità, lo scarso affollamento e la vicinanza di questi posti (due ore e mezza da Vicenza) la rendono sicuramente una delle mete più vicine a 5 stelle. In particolare, l’area di Buzet offre infinite possibilità per la scalata, con vie e settori eterogenei e per tutti. Il costo della vita è basso, questi luoghi regalano quindi anche la possibilità di una vacanza realmente low cost. I periodi migliori per frequentare l'area d'arrampicata sono sicuramente l’inverno fino ad inizio primavera e l'autunno.  Inoltre, se si cerca una falesia più popolare, Misja Pec e Osp sono proprio dietro l’angolo e qui, di certo, in quanto a tiri, c’è l’imbarazzo della scelta!  A volte non tutto il male vien per nuocere e, questa volta, aver perso il viaggio spagnolo, non senza delusione e scegliendo un po' casualmente la Croazia, è stata l’occasione per scoprire un’area veramente ineressante!" Testo di: Silvio Reffo
Foto: Francesca Simionato
Scarpette d'arrampicata: La Sportiva, naturalmente