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La semplicità di Adam Ondra conquista Rock Spot Milano


"I just want to be happy. That's why I climb". il climber ceco protagonista di una climbing night semplicemente... magica.

Sembra umano, Adam Ondra. Un ragazzo di poco più di vent’anni, i capelli confusi e tanti sogni negli occhi. Sembra umano, seduto a gambe incrociate sul pavimento di una palestra,  mentre con degli sconosciuti scatta foto e parla di viaggi, di rocce e di scarpette d’arrampicata. È quando quelle scarpe le indossa ed inizia a scalare, che così umano, Adam Ondra, non lo sembra più. Erano le 20.00, ieri sera in via Gramsci a Pero- Milano, quando il blasonato campione ceco fresco di RockMaster ha messo piede sulla prima presa, facendo calare il silenzio tra le pareti colorate di una delle palestre più belle d’Europa. Era la “sua” Climbing Night, organizzata in collaborazione con La Sportiva e Rock Spot Milano Nord-Ovest . C’erano il pubblico delle grandi occasioni, i riflettori puntati addosso ed una via quasi impossibile da chiudere, tracciata per l’occasione da un cinico ed ispirato Gabriele Moroni. Erano le 20, e cinquecento persone se ne stavano immobili col naso all’insù, a guardare quei capelli confusi muoversi con sicurezza da un appiglio all’altro e pensare che no, non pareva vera, la facilità con cui stava arrampicando Adam Ondra.  Eppure  era lì, in bella mostra, davanti agli occhi di tutti. Altrettanto incredibile è apparsa poi la naturalezza con la quale, una volta sceso, il climber di Change ha iniziato a raccontarsi non più attraverso la forza delle proprie mani ma attraverso quella delle parole.  Ed erano tutti fermi a guardarlo, ancora una volta, emozionati dalla semplicità e da quella forza d’animo che lo contraddistinguono e che lo rendono a tutti gli effetti il campione che è. Perché ci vogliono passione e determinazione per raggiungere i propri obbiettivi, e ci vuole del gran coraggio per imbarcarsi in progetti tanto grandi. Esattamente lo stesso coraggio che serve ad essere felici.
And I just want to be happy.” Ha detto Adam, ragazzo di poco più di vent’anni,  i capelli confusi e gli obbiettivi ben chiari in testa. “That’s why I climb”.
E ha concluso la sua Climbing Night così come l’ha iniziata, con un timido sorriso sulle labbra, la naturalezza nei gesti e nelle parole biascicate a metà fra un buon inglese e quel che basta d'italiano. Un brindisi assieme, ed il pubblico che torna ad essere protagonista assieme al campione dei campioni,  in una palestra abbastanza grande per tutti, sportivi, curiosi e appassionati; in una notte grande, dedicata a una grande persona.