TONINO E DREAMTIME
Mauro Calibani libera Tonino 78, 8c+ boulder, forse il passaggio di boulder più duro al mondo, e ripete Dream Time, 8c.

Cinque nuovi movimenti estremi, che allungano un passaggio gradato 8b+. Se al tutto sommiamo il fatto che si è anche rotta una tacca nel tratto chiave, ecco che il risultato non può che portare ad un aumento della difficoltà. Una nuova partenza di 7c/7c+, che si somma ai dieci movimenti che costituiscono il passaggio di Leonardo. Quindici passaggi per dieci secondi di forza esplosiva ai massimi livelli. Ecco gli ingredienti di quello che oggi è, forse, il passaggio di boulder più duro del pianeta. A firmarlo è il sempre più tonico Mauro Calibani, quest'inverno in grande spolvero per risolvere nuove sfide motorie che lo proiettano ai vertici del bouldering mondiale. La salita di Tonino 78 e Dreamtime rappresentano per il fuoriclasse ascolano un momento di grande intensità sportiva, paragonabile, per certi versi, al valore sportivo della conquista del titolo mondiale del 2001.
Direttamente dalle sue parole il racconto delle imprese.
Oscar Durbiano

TONINO 78
Fine Marzo 2003. L'anno scorso, spinto da una curiosità irrefrenabile, decisi di partire. Dreamtime, il famoso passaggio di Fred Nicole, era entrato tra i principali obiettivi della stagione. Purtroppo la logistica non era dalla mia parte, in quanto gli 800 km che mi separavano dal progetto non rappresentavano propriamente un incentivo stimolante. Nonostante le titubanze iniziali, a fine primavera scopro il nuovo gioco e mi appassiono. Così, mentre gli uccellini cinguettano ed i primi germogli si schiudono, le mie dita non ne vogliono sapere più di tanto di restare attaccate sugli appigli di questo straordinario passaggio. Compagno di questa mia prima uscita il grande Cristian Brenna, che mi assiste ad ogni sessione di prove. Alla fine decido di rinunciare per la temperatura troppo elevata.

Intanto la fantasia mista all'insaziabile voglia di scoprire costantemente i miei limiti e all'irrefrenabile voglia di scalare, mi aveva spinto verso "quella nuova linea" scoperta l'anno prima dagli occhi esperti di Julien Nadiras e Olivier Lebreton, i quali, durante una passeggiatina nel settore di Meschia Vecchia, avevano individuato un percorso interessante che sarebbe poi diventato prima Leonardo e, successivamente, Tonino78.
Dicembre 2003. Stasera si parte per la consueta vacanza di Natale in Sardegna. Questa mattina, però, ci siamo alzati presto, per l'ultimo tentativo dell'anno su Tonino. Per arrivare sotto il passaggio Ric, Massimo, Gnet ed io facciamo i numeri, saltellando con le scarpe da tennis tra le impronte di qualcun altro nella neve. Nessuno di noi si vuole bagnare, col rischio di beccarsi un raffreddore che manderebbe a monte la vacanza. Per fortuna il passaggio è asciutto, perché nemmeno la neve riesce a fermarsi sugli appigli…
Dopo essermi scaldato con difficoltà, a causa della bassa temperatura, parto per il primo giro. Nonostante la stanchezza del giorno prima, riesco al primo colpo a toccare il rovescio finale. Ancora una volta uno a zero e palla al centro. Venti minuti di riposo e si riparte, anche se con minori speranze. Nel secondo tentativo, riesco ancora ad arrivare sotto il rovescio, ma… non va bene neanche questa volta. Due a zero ed a casa, o meglio, in Sardegna, ma con le pive nel sacco, in attesa di tempi migliori.

Gennaio 2004. Le feste sono passate ma il pensiero è sempre lo stesso. Appena posso riparto all'attacco del progetto. Dopo tre sessioni necessarie per smaltire la salsiccia sarda e ritrovare le sensazioni giuste, ecco finalmente arrivare l'alba del 24 gennaio. La mattina alle 8.00 sono già operativo, ed alle 10.00 sono pronto sotto il sasso. La temperatura è perfetta ed io oggi mi sento bene, tanto che durante il riscaldamento ho delle sensazioni confortanti. Adesso sono seduto per l'ennesima volta nel fondo della grotta, ma i miei pensieri sono stranamente sereni, positivi. Avverto l'energia degli amici intorno a me e finalmente parto... Scalo fluido, senza pensare a nulla. Ormai tutto è perfettamente assimilato, ogni particolare della progressione è automatico, compresa la forza con cui stringere questi appigli sfuggenti che, per una volta, non sembrano poi così piccoli. Tutto va bene: carico il tallone, passo per i due intermedi e lancio al rovescio finale, dove, finalmente, per la prima volta la mano si ferma sul rovescio e tiene l'appiglio! Alle 11 e 23 un grido di gioia mi esce spontaneo: é fatta. Nasce Tonino78, il passaggio di boulder più duro che abbia mai salito fino ad oggi.
Febbraio 2004. Sento tornarmi gli stimoli per riprovare Dreamtime, il vecchio progetto tentato l'anno scorso. Organizziamo un week-end a Cresciamo, con Ric (Boulder Boy), Massimo e Ama. Nei primi giri faccio un po' di fatica a ritrovare le giuste sensazioni. Fortunatamente affiora alla distanza l'allenamento maturato in inverno su Tonino, che è stato prodigiosamente efficace, tanto da permettermi di provare il passaggio per tre giorni consecutivi. Proprio in uno degli ultimi tentativi della domenica, cado per la prima volta all'ultimo movimento... Tutto da rifare, ma questa lo sento alla mia portata.
Torno ad Ascoli, ma resto concentrato sul mio obbiettivo. Dopo qualche giorno la meteo peggiora e la mia motivazione con lei. Per fortuna mi arriva la telefonata di Enrico Baistrocchi, che, come il colonnello Bernacca (famoso meteorologo della televisione italiana, ndr), inizia ad informarmi in tempo reale sulle condizioni del tempo in area Dreamtime. Pochi giorni dopo arriva la telefonata decisiva che mi convince al grande passo. Ama mi accompagna alla stazione, e la sera stessa sono a Milano. La mattina dopo a Cresciano la giornata è spaziale, la migliore che abbia trovato fino ad oggi. Raggiungiamo di corsa il blocco magico. Controllando la sequenza del passaggio, Enrico scopre che l'ultimo appiglio è ghiacciato. Lavoriamo un'ora per scongelarlo ed asciugarlo, prima di dare il via alle danze. Dopo una raffica di tentativi, e più precisamente al quinto della giornata, mi stoppo finalmente sull'ultimo piatto di destro, e sparo così la bomba finale che chiude il mio incubo di 800 km: Dreamtime è mio!

Riflessioni
Tonino78 e Dreamtime a confronto. Per risolvere Tonino ho impiegato circa venticinque giorni di tentativi, mentre per Dreamtime me ne sono occorsi undici. Inoltre lo stile di scalata di Tonino mi è più congeniale rispetto a quello di Dreamtime. Senza contare, poi, che uno è a 800 km di distanza, mentre l'altro è a trenta minuti da casa. Tra i due passaggi ho la netta sensazione che Tonino sia molto più difficile. Ho deciso di proporre l'8c+ perché, rispetto alla partenza da seduti di Leonardo, gradata 8b+ e confermata da Julien Nadiras (giovane e fortissimo specialista bleusard), il nuovo decollo dal fondo di Tonino78, considerando anche la rottura della tacca nella metà già salita in precedenza, è nettamente più difficile.
Sono attese ripetizioni per confronto delle difficoltà.
Mauro Calibani