Via nuova sulla nord del Baruntse Nepal

Simone Moro, Denis Urubko e Bruno “Camòs” Tassi aprono Ciao Patrick, una via nuova sull’inviolata parete nord del Baruntse (7.066 metri)

Ore 7,00 (Italia) di martedì 4 maggio 2004. Simone Moro, Denis Urubko e Bruno “Camòs” Tassi conquistano l’inviolata parete nord del Khali Himal, meglio conosciuto come Baruntse Nord,7.066 metri, in Nepal.
Si tratta della prima salita sulla parete nord del Baruntse, un sogno covato a lungo dai tre amici e finalmente realizzato dopo quattro giorni e quattro notti di lotta in parete « contro difficoltà elevate in condizioni meteorologiche estreme, quasi impossibili », precisa Simone Moro.
È la storia di un’avventura la salita dei tre alpinisti, che regalano agli onori della cronaca una linea psichedelica di 2.500 metri di sviluppo, dei quali gli ultimi 1.350 saliti in stile alpino (senza attrezzare la parete con corde fisse e campi intermedi, rinunciano completamente all'uso di portatori in quota e dell’ossigeno, ndr).
La via, denominata Ciao Patrick, è stata dedicata al famoso alpinista francese, recentemente scomparso.
Dalle parole di Simone il racconto dell’esperienza.
Oscar Durbiano

Ciao Patrick

« E’ stata dura, veramente dura, ma alla fine, con i denti stretti dal freddo e dalla fatica, siamo arrivati in cima alla montagna dei nostri sogni, per la via che volevamo aprire. La parete nord del Khali Himal è davvero grande, impressionante, severa e minacciosa. Era anche vergine e solo l’occhio umano l’aveva, forse, idealmente percorsa. Su di lei si erano posate le nostre speranze di poter materializzare un sogno. Sapevamo che l’esposizione e la natura della parete ci avrebbero costretti a mettere in gioco tutte le nostre capacità tecniche e psicologiche.
E così è stato.
Una lotta durata quattro giorni e quattro notti. Su ogni tipo di terreno, roccia, ghiaccio, misto. In tre abbiamo bivaccato per quattro notti in una minuscola tendina da due persone, che non ha mai trovato una superficie sufficiente per poterla posizionare correttamente ed in piano. Spesso le gambe penzolavano nel vuoto e gli spazi ridottissimi obbligavano a contorsionismi. Sempre e solo in punta di ramponi, per quei quattro lunghissimi giorni. Appesi alle lame delle piccozze e alle punte infreddolite delle mani. Viti da ghiaccio, lame di piccozza, friend, nuts e voglia e capacità di lottare, sono state le uniche armi a disposizione. Ne abbiamo fatte e ne sono capitate di tutti i colori, ma l’unica vera costante della salita è stato il freddo ed il vento quasi impossibile, sempre preannunciato dal bollettino meteo. Sulla cima le raffiche hanno sfiorato i 120 Km/h (35 m/s) e la vera lotta è stata quella di non farsi trascinare via dagli elementi.
Dare ora dei numeri riferiti alle pure difficoltà tecniche è difficile e forse sterile, anche se proveremo a farlo.
L’unica certezza è che la via è aperta, la cima raggiunta e che il nome della via è Ciao Patrick, una dedica all’amico Patrick Berhault, recentemente scomparso. Un amico ed un vero mito dell’alpinismo moderno, che mancherà a tutto il movimento della verticale ed a tutte quelle persone che lo hanno incontrato ».
Simone Moro

 

Ciao Patrick
Khali Himal o Baruntse Nord, 7.066 m
Aperta il 4 Maggio 2004 da Simone Moro, Bruno”Camòs”Tassi e Denis Urubko
Via di 2550 metri, di cui gli ultimi 1350 metri saliti in stile alpino
Campi intermedi 3
Difficoltà massime in misto M6+, spesso su roccia friabile a lastre e strapiombante
Difficoltà massime in roccia 5+/6°
Difficoltàmassime in ghiaccio tra 70° e 90° su ghiaccio fine che copriva placche di granito
Esposizione a nord-ovest
Bivacchi in parete 4
Discesa in 12 ore totali , con 20 calate in doppia in piena parete