Christoph Hainz in solitaria sulla parete nord dell’Eiger

Christoph Hainz è uno dei più forti e completi alpinisti dell’arco alpino. Da sempre la forte guida alpina alto-atesina ha fatto della polivalenza l’obiettivo principale della sua maturazione professionale. Vie estreme su roccia, competizioni d’arrampicata e ghiaccio, misto moderno ed alpinismo tecnico rappresentano gli aspetti di questa versatilità. La salita in solitaria della parete nord dell’Eiger, montagna mitica dell’alpinismo europeo, ne rappresenta il simbolo. Roccia, ghiaccio, freddo e velocità gli ingredienti della salita, realizzata da Christoph quasi per caso e, proprio per questo, di grande soddisfazione.
La salita ci è raccontata dalle parole di Christoph, che espone i concetti in modo semplice e sintetico. Se vogliamo uno stile che riflette il personaggio, uno che bada molto ai fatti e meno alle parole.

L’idea

Dopo aver scalato il 23 marzo, insieme a Konrad Renzler, i 3.614 metri del Tödi, nelle Alpi di Glarner, ho deciso di tentare la scalata della Parete Nord dell’Eiger in solitaria, il giorno successivo. Le condizioni meteorologiche erano ideali come speravo fossero anche le condizioni della parete.

La cronaca


Domenica, 24.03.2003
Ore 7.20: Partenza da Grindelwald (base) verso il ghiacciaio dell’Eiger
Ore 8.15: Raggiungo il ghiacciaio, avvicinamento alla base della parete
Ore 8.50: Inizio di scalata della parete Nord
Poco dopo vedo una cordata in alto, dopo le difficili fessure. Sono due tedeschi che un’ora dopo supero poco prima del traverso di Hinterstoisser (“Hinterstoisser-Quergang”).
Proseguendo nell’ascensione, nei pressi del “ferro da stiro” (“Bügeleisen”) raggiungo e supero una seconda cordata di provenienza austriaca. Quando alle 11 e 50 arrivo al “traverso degli dei” (“Götterquergang”) riesco a vedere solo più una delle due cordate.
Ore 13.20: La parete Nord è dietro di me!
Ore 13.30: Sono seduto in cima all’Eiger, bevo il te rimanente e mangio del cioccolato, non ho altro con me. Sono contento della “scampagnata” riuscita.
Ore 13.45: discesa fino alla sella nord dell’Eiger, traversata della cresta sud fino ala sella sud dell’Eiger. Attraverso dei grossi crepacci sotto la cresta nord-est del Mönch, fino al rifugio Mönchsjochhütte, dove inizio ad avere i primi crampi alle gambe. Penso di bivaccare nella parte invernale del rifugio. Arrivato alla sella Mönch vedo il trenino. “Ok”, ho pensato, “voglio tentare di arrivare in tempo per prendere l’ultimo corsa verso valle”. Nello stesso momento sento la voce di Konrad che mi chiama, Sta tornando anche lui da una solitaria, sulla cima Jungfrau, ma con gli sci. M’informa che ho ancora 10 minuti per raggiungere l’ultima carrozza. Ci riesco al limite. Dentro trovo Konrad in mezzo ad un gruppo di Giapponesi.
Ore 16.45: Di nuovo sul ghiacciaio dell’Eiger! Dopo aver gustato la birra ben meritata, raggiungiamo Grindelwald con gli sci.

Dettagli

Partenza della parete: 2.320 metri
Cima Eiger: 3.970 metri
Sella Nord Eiger: 3.614 metri
Sella Sud Eiger: 3.760 metri
Discesa sull’ “Ewig-Schneefeld”: 3.500 metri
Salita fino alla sella “Mönch”: 3.629 metri
Traversata fino alla galleria del trenino: 3.460 metri

2.000 metri di dislivello.
L’arrampicata nella parete nord ha uno sviluppo di 2,5 chilometri.