Christian
Brenna racconta Les Sindacalistes, 8c+
1993. Giuseppe “Beppe” Dallona e “Ciusse” Bonfanti
decidono di sistemare una vecchia via, Dafne, nel settore di Figli
del Vento, a Cornalba, in provincia di Bergamo. È cosi che
parte la storia di Les Sindacalistes, una via che segnerà un
passo in avanti nell’arrampicata estrema sui muri di Cornalba.
Beppe inizia a provare metodicamente il progetto. Dopo due anni,
e circa un centinaio di tentativi, riesce a liberarla e propone il
grado di 8c+/9a. Per Beppe è, senza dubbio, l’itinerario
più duro mai realizzato.
2001. Les Sindacalistes è sempre lì. Raramente corteggiata
e ancora in attesa di ripetizioni. La via è magnifica e complessa.
La prima parte è la più intensa. Si tratta di una sezione
di quindici movimenti aleatori su tacche e biditi, che culminano
con un difficile lancio da due verticali a una tacca piatta, con
il piede destro che spinge su un microappoggio. Questa sezione vale
da sola un buon 8b+. Dopo arriva un tratto meno impegnativo, 7c,
molto tecnico e leggermente strapiombante. Questa parte, pur non
presentando grossi riposi, è fondamentale per ritrovare carica
e concentrazione, fattori determinanti per superare il primo passo
di blocco, 7b. Si tratta di tenere una microtacca con la mano sinistra,
un piccolo bidito da arcuare con la destra e alzare il piede destro,
quasi alla stessa altezza della mano sinistra. Poi bisogna spingere
e allungarsi verso una piccola tacca lontana. Da qui, alzando i piedi
con molta attenzione, si prende un’appiglio migliore, che permette
di raggiunge l'ultimo riposo, prima del secondo boulder.
L'ultimo passaggio è quello più difficile, 7b+/c, perché aleatorio.
Si tratta di stringere forte due piccole tacche, e andare con sicurezza
di destro verso una microlista svasata, tenerla al meglio e lanciare
a uno svaso con la sinistra. Il problema è contenere l’inevitabile
sbandierata e il conseguente sbilanciamento. Infine bisogna ancora
allungarsi verso un buco, l’ultimo passaggio prima di conquistare
la catena.
Una via complessa e affascinante, dunque. Una linea che propone una
progressione particolare. E, proprio per questo, intrigante. Immagino
la gioia di Beppe, quando è riuscito a realizzare Les Sindalistes.
Immagino la gran soddisfazione di chiudere un sogno, prima intuito
tra le rughe di una linea di roccia vergine, poi definita meglio
nei suoi dettagli con la chiodatura ed, infine, sublimata con la
realizzazione.
Ho risolto la via in una ventina di tentativi, diluiti negli anni.
Il primo approccio
nel ’94, quando Beppe mi fece provare l’allora “progetto” Les
Sindacalistes. Ogni tanto facevo qualche tentativo, ma sempre senza troppa convinzione.
Fino all’anno scorso, quando ho deciso di provarla seriamente, complice
anche un periodo di gran forma. Purtroppo, dopo alcuni tentativi, la via si è bagnata
ed è rimasta umida tutto l'inverno. Quest’autunno sono tornato all'attacco
e, anche grazie alle ottime condizioni meteo, sono riuscito a lavorarla bene
e, finalmente, a risolverla. In otto tentativi.
Il grado dovrebbe essere intorno all'8c+. Penso che la vicina C'era una volta
in America, valutata 8c e confermata da altri, non sia un grado più facile.
Per risolvere Les Sindacalistes ho utilizzato un paio di Miura nuove, tirate
fuori dalla scatola la mattina. Le ho usate su due tiri di riscaldamento e poi
nel giro di ricognizione, che mi serve per mettere le coppie sulla via.
Ho scelto una scarpa nuova perché, nel primo lancio e nell'ultimo passo
di blocco, ho bisogno di un certo sostegno e di molta spinta, anche se devo rinunciare
a un po’di sensibilità.
Les Sindacalistes è una splendida via, anche se ha qualche appiglio scavato.
Penso che sia un tiro che vale la pena di salire, perché diverso da tutte
le vie dello stesso grado della nostra penisola, e non solo. Alcuni movimenti
sono molto aleatori e difficili. Il risultato è una sequenza motoria continua
e complessa, ricca di componenti tecnico-tattiche che valorizzano la qualità globale
della salita.
Cristian Brenna
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