La stagione di gare internazionali 2004 commentata da Marco Scolaris, Presidente dell’ ICC
ICC è un acronimo che significa International Council for Competition Climbing, l’organo internazionale responsabile dell’organizzazione delle competizioni di arrampicata. Marco Scolaris ne è da qualche anno Presidente e recentemente è stato anche eletto nel Board (consiglio direttivo, ndr) dell’UIAA (Union Internazionale des Associationes d’Alpinisme – International Mountaineering and Climbing Federation) con delega all’arrampicata. Chi meglio di lui, quindi, può raccontarci la stagione di gare appena conclusa?
Oscar Durbiano
Una stagione interminabile
A Città del Messico, con il Campionato Nord Americano (in contemporanea con la finale della Coppa Europa Giovani a Kranj) si sono spenti i riflettori sulla lunghissima stagione agonistica 2004, che ha visto gli atleti impegnati dai primi di aprile fino a fine novembre. In totale si sono disputate 18 prove di Coppa del Mondo (9 difficoltà, 6 bouldering, 3 velocità), 4 Campionati Continentali (Europa a Lecco, Centro-Sud America in Venezuela, Nord America a Città del Messico, Asia in Corea), il Campionato Mondiale Giovanile a Edimburgo (341 partecipanti, 31 paesi), 4 prove di Coppa Europa Giovani, 4 master (tra cui il Rockmaster di Arco che è giunto alla diciottesima edizione…) e numerosi altri appuntamenti internazionali, dai cosiddetti “International Events” (come lo spettacolare e riuscitissimo Melloblocco in Valtellina) alle competizioni e ai meeting per i giovani e i ragnetti (uno dei classici resta quello a Marina di Ravenna, a giugno, ma altri stanno imitando i romagnoli capitanati da Ariano Amici, soprattutto nei paesi dell’est).
I francesi dominano il bouldering
Nel bouldering i risultati rispecchiano ancora una volta i valori in campo riscontrati negli ultimi anni: in campo maschile dominano i francesi, con ben quattro atleti nei primi cinque. Daniel Dulac (26 anni) fa addirittura l’en plein: laureatosi campione europeo nella consueta, stupenda cornice di Lecco, riesce a portarsi a casa anche la Coppa del Mondo, con due belle vittorie (Birmingham e Bardonecchia) e una serie di altri brillanti piazzamenti. La “guida” transalpina ha potuto anche approfittare dell’incidente occorso a Kilian Fishuber (21), il simpatico giovane austriaco che aveva collezionato due ori e un argento nelle prime tre prove, ma poi era stato costretto a dare forfait per oltre tre mesi, a causa di una lesione a un dito, che comunque ha conquistato alla fine l’argento. Terzo in Coppa, l’idolo delle teen ager Jerome Meyer (23), che, vincendo la prova conclusiva di Huzhou, in Cina, agguanta il bronzo finale, un risultato che potrebbe rilanciarlo nel 2005, dopo una stagione a corrente alternata. Subito dietro l’asso francese, si sono piazzati i suoi connazionali Stephane Julien e Ludovic Laurence, mentre il sesto posto è andato al poderoso svizzero Matthias Muller (25), pari merito con il leggendario Salavat Rakhmetov, capace ancora, a 37 anni d’età, di un secondo posto in Cina. Ottavo Gareth Parry (31), primo della scuola d’oltre Manica. I britannici hanno messo in campo una buona squadra, che ha ottenuto, fra l’altro l’argento europeo a Lecco con Andrew Earl (davanti alla speranza azzurra Gabriele Moroni (17), anche lui poi vittima di un infortunio all’Argentiere).
In campo femminile, solito predominio di Sandrine Levet (23). La bionda francese ha vinto cinque gare su sei di Coppa, facendo l’en plein del punteggio (si scartava il peggior risultato, per lei il terzo posto dell’Argentiere!!), ma non ce l’ha fatta a portarsi a casa il titolo europeo. A Lecco, è incappata in una giornata nera e non è riuscita neppure ad entrare in finale, lasciando la strada spianata alla russa Olga Bibik (28), sulle cui prestazioni il nuovo ruolo di mamma sembra non pesare più di tanto, sicuro oro davanti alla sorpresa Anna Stohr (16), teen ager austriaca, e alla veterana francese Corinne Theroux. In Coppa, bel terzo posto dell’altra russa, Ioulia Abramtchouk (22), che si dice non sorrida mai…
Novità nella difficoltà
Fra le ragazze, la belga Muriel Sarkany, a trent’anni compiuti, sembra un tantino in calo, soprattutto di motivazioni. D’altra parte non le da tregua l’austriaca Angela Eiter (18), esplosa nel 2003 al Rockmaster, e quest’anno vincitrice di ben quattro gare di Coppa (e di nuovo del Rockmaster). Angela è minuta come Muriel, ma ha dodici anni di meno! Dietro di loro, un gruppo di atlete giovani e forti sta salendo alla ribalta: la svizzera Alexandra Eyer (23) e la slovena Natalija Gros (20), bronzo parimerito in Coppa. Seguono la prima delle francesi, Caroline Ciavaldini (19), campionessa mondiale Junior nata alla Reunion, frenata a metà stagione da un problema a un dito, quindi l’altra austriaca Bettina Schöpf (25, campionessa europea a Lecco) e l’italiana Jenny Lavarda (20), la migliore nella “combinata” difficoltà-bouldering, un po’ meglio della Levet, che ha però abbandonato quattro gare di difficoltà, finendo tredicesima nella specialità.
Fra i ragazzi il vero dominatore è stato il ceco Tomasz Mrazek (22). Quando non gigiona e non si perde in stupidi errori è il più forte di tutti: basti ricordare che nelle nove gare della Coppa del Mondo, da lui vinta, non è mai sceso dal podio, e ha vinto quattro prove. L’altro fenomeno, il francese Alex Chabot, ha potuto tenergli testa nella classifica fino all’ultimo solo grazie al sistema degli scarti (si toglievano tre risultati sulle nove prove). Terzo assoluto è arrivato Flavio Crespi (24), Fiamme Gialle, capace di imporsi proprio a casa di Tomasz, a Brno, lasciandolo al secondo posto. Un po’ in sordina gli spagnoli, che con Ramon Julian avevano portato a casa il titolo europeo (Mrazek si era fatto squalificare in finale per un aggancio di piede): il primo iberico, Patxi Usobiaga (24), è quinto, preceduto dall’ucraino Maxim Petrenko (26).
Da notare, un po’ più indietro (nono), il diciannovenne olandese Jorg Verhoeven (19), terzo a Kranj, campione del mondo junior, vincitore della Coppa Europa Giovani: un ragazzo che si allena a Imst, da tenere d’occhio per il futuro.
Infine, se i francesi non hanno dominato, sono comunque riusciti a inserire nelle prime posizioni diversi nomi, affermandosi ancora una volta come lo squadrone più forte e compatto: i vari Pouvreau (21), Millet (26), Fuselier, Auclair sono sempre lì a insidiare le prime posizioni, tant’è che talvolta li ritroviamo sul podio.
Il panorama extraeuropeo
Anche se la Coppa del Mondo continua a essere prevalentemente eurocentrica, con qualche fuga esotica in estremo oriente, si registrano forti segnali di crescita un po’ in tutti i continenti, con la sola eccezione dell’Africa. Si moltiplicano i muri di arrampicata in Centro e Sud America: al campionato continentale, svoltosi in Venezuela ad agosto, hanno partecipato atleti provenienti da 12 paesi, mentre altri 10 nazioni stanno avvicinandosi al mondo delle competizioni.
Nel Nord America, la nuova federazione statunitense sta trainando canadesi e messicani verso una vera rinascita: al campionato svoltosi a Città del Messico a fine novembre, sono arrivati 150 atleti, compresi i ragnetti. E’ interessante osservare, che buona parte della squadra a stelle e strisce proviene da città in stati dove le montagne non esistono, come il Texas o la Florida, a dimostrazione della diffusione dello sport e della sua vocazione metropolitana. Esiste oggi anche la possibilità concreta che una tappa del circuito di bouldering possa presto svolgersi negli States.
Aria nuova si respira anche in Oceania, dove è allo studio un circuito unico per Australia e Nuova Zelanda, nella prospettiva di legarsi alle manifestazioni in Asia, dove le cose stanno andando piuttosto bene.
Prosegue infatti l’espansione dello sport in Cina: tra l’altro, a Pechino, avrà luogo il Mondiale Giovanile 2005, un avvenimento che, dopo l’ennesimo boom di presenze nell’edizione 2004 (31 paesi e 350 atleti) svoltasi a Edinburgo, si propone come uno dei momenti più esaltanti del calendario. Notevoli impulsi si registrano anche in Corea, Thailandia, Filippine e nei paesi arabi, Iran in testa.
L’anno che verrà
Il 2005 si annuncia ancora straordinariamente ricco. Così come si presenta il calendario provvisorio (http://www.uiaaclimbing.com/?page_name=calendar2005) impegnerà gli atleti da fine marzo a fine novembre, e gli eventi in programma sono più numerosi rispetto al 2004.
Ci sono poi due grandi appuntamenti: il primo sarà il Campionato del Mondo di Monaco, in Germania, ai primi di luglio. La federazione internazionale sta adoperandosi per favorire la partecipazione del più alto numero di atleti possibile ed è stato fissato l’ambizioso traguardo di 50 nazioni. Verrà garantita la diretta via web e, secondo le attese, dovrebbe essere il più grande evento mai organizzato finora.
Solo tre settimane dopo, sarà poi la volta dei World Games di Duisburg, sempre in Germania. Questo evento multi sport, patrocinato dal Comitato Olimpico Internazionale, si svolge ogni quattro anni e l’arrampicata vi partecipa – se pur solo con velocità e difficoltà e un numero di atleti limitato – ufficialmente per la prima volta. Sarà l’occasione di fare passerella nel mondo dello sport internazionale, sotto gli occhi dei media e degli addetti ai lavori dal più alto profilo possibile.
La politica e il futuro
Per concludere, una riflessione sulla stagione appena terminata e sulle prospettive future: « L’ICC è molto soddisfatta di come stanno andando le cose, ma non possiamo certo fermarci a dormire sugli allori. Dobbiamo lavorare sodo, sempre di più, guardando al futuro.
E’ stata dura nel 2004 seguire alla televisione le Olimpiadi di Atene. Mi è capitato di osservare i nostri atleti davanti allo schermo: li ho visti pieni di desiderio…avrebbero meritato di esser là anche loro.
Quella è la direzione da prendere, da continuare a seguire con passione e determinazione, anche se si tratta di una strada sempre più in salita. Forse, se le cose andranno bene a luglio in Germania, si incominceranno a raccogliere i frutti del lavoro fatto in questi ultimi anni, in cui si sono intensificati i contatti politico-sportivi a tutti livelli. L’arrampicata si presenta oggi con un circuito valido e credibile, come una disciplina agonistica sana e pulita, nello spirito olimpico più genuino. Si propone inoltre come sport alternativo, di alto contenuto sociale (il sindaco di Shanghai mi diceva di volerla spingere perché per loro l’arrampicata può togliere i ragazzi dalla strada), proponibile a tutti e a tutte le età (il concetto di sport per tutti). L’istituzione di una Commissione Scuola all’interno della federazione internazionale la dice lunga sui nostri orientamenti.
Infine, mi sembra stiano rapidamente sfumando le divisioni fra “resina, artificiale, falesia, competizioni”. Siamo una sola grande comunità e lo sport è uno solo: l’arrampicata, ed è uno dei più belli del mondo! ».
Marco Scolaris